Cartelle esattoriali: possibile il rimborso per i contribuenti con debiti

Nel decreto Sostegno in arrivo una nuova serie di misure di condono e aiuto ai contribuenti che hanno cartelle e problemi con il Fisco, e la novità di un ipotetico rimborso per chi ha pagato già.

Sarebbe una prima volta quella di un provvedimento che non solo stralcia e condona cartelle, ma che prevede rimborsi per i contribuenti. È quello che si sta ipotizzando per il decreto Sostegno, il nuovo decreto emergenziale del governo Draghi.

Sul quotidiano «Italia Oggi» infatti si parla di «stralcio dei carichi pendenti con possibilità di rimborso dei pagamenti effettuati». Rimborsi è la parola nuova che entra nel provvedimento. Ma come funzionerebbe il tutto in base a quanto viene previsto dal decreto Sostegno e dalle bozze che circolano in queste settimane?

Nella bozza anche il rimborso per chi ha già pagato

Stando alle previsioni contenute nelle bozze decreto Sostegno, cioè stando alle ipotesi, per i pagamenti eseguiti dopo l’entrata in vigore del provvedimento di saldo e stralcio (naturalmente se si riferiscono a ruoli che rientrano tra quelli inseriti nella nuova sanatoria generalizzata), il Concessionario alla Riscossione potrebbe dover rimborsare i contribuenti.

Naturalmente non verranno in alcun modo previsti rimborsi per i pagamenti che i contribuenti hanno effettuato prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto emergenziale che dovrebbe presto essere presentato.

Prima dei rimborsi il controllo da parte della Riscossione su altri debiti

Ottenere un rimborso da parte dell’Ente che è adibito alla riscossione dei tributi anche in maniera coattiva è senza dubbio un autentico unicum. E proprio per questa eccezionalità di evento che sarebbe quello di un Concessionario alla Riscossione che da soldi indietro ai contribuenti, vanno sottolineate le procedure.

Infatti prima di provvedere a rimborsare il contribuente, come si legge su Italia Oggi, il Concessionario alla Riscossione deve verificare se i soldi pagati dal contribuente per ruoli stralciabili ma saldati dopo l’entrata in vigore del decreto Sostegno, possono servire a coprire eventuali altre pendenze del contribuente interessato.

In questo modo, se il contribuente ha altri debiti fiscali, che non rientrano nelle sanatorie, magari perché troppo nuovi (notificati cioè dopo il 2015 che è l’anno entro la quale i ruoli devono essere stati notificati per rientrare nello stralcio), oppure perché di importo superiore al limite prestabilito per lo stralcio, prima di effettuare il rimborso i soldi versati serviranno a colmare le altre pretese dell’Agente di Riscossione e solo se avanzano altri soldi si provvederà al rimborso.

Un po’ quello che accade quando una dichiarazione dei redditi è risultata erronea a sfavore del contribuente. In questi casi, se il Fisco deve rimborsare l’Irpef ad un contribuente a cui è stata fatta pagare in maniera errata, prima si provvede ad effettuare eventuali conguagli di eventuali altri balzelli non pagati e poi si parte con gli eventuali rimborsi.

In pratica, il rimborso dei pagamenti già effettuati verrebbe utilizzato solo «dopo aver preso atto dell’inesistenza di altri carichi, scaduti o in scadenza, sulla posizione del contribuente interessato».