Autore: B.A

Cartelle esattoriali: le scadenze e i nuovi atti slittano

Per i milioni di italiani alle prese con scadenze di cartelle esattoriali o con tributi non pagati, il decreto Cura Italia viene in aiuto.

Stop a nuove cartelle esattoriali e proroga scadenza per le vecchie, è ciò che accade adesso con il coronavirus e dopo il decreto economico del governo che ha varato misure di aiuto per famiglie, imprese e lavoratori. Il decreto Cura Italia ha previsto anche un allentamento della morsa per gli italiani alle prese con cartelle esattoriali e altri debiti simili. L’Agenzia delle entrate poi, ha recepito ciò che di nuovo ha proposto il governo con la grave emergenza che di sta vivendo in questi giorni ed ha prodotto gli opportuni chiarimenti.

Cartelle esattoriali in pausa

Agenzia delle entrate-Riscossione, il concessionario alla riscossione che ha sostituito Equitalia, ha pubblicato sul suo portale proprio le risposte alle FAQ, cioè ae domande dei contribuenti. Una cosa di routine per l’agente della riscossione, una prassi che si ripete sempre, quella di dare risposte le domande dei contribuenti. In questi giorni però, le domande degli utenti riguardavano tutte il decreto Cura Italia e me novità sulle tasse e sui tributi.

Niente versamenti in scadenza fino al 31 maggio prossimi. In pratica, i versamenti in scadenza del giorno 8 marzo e fino al 31 maggio 2020 sono sospesi. E stop pure a tutte le notifiche, sia per le cartelle di pagamento che per gli avvisi di addebito o gli avvisi di accertamento esecutivo.

Altre novità fiscali

La sospensione dei versamenti per le imprese maggiormente colpite per ritenute, contributi previdenziali e assistenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria e Iva è un’altra novità molto utile. Per i versamenti che scadono a marzo 2020 è prevista la sospensione dalla data di entrata in vigore del decreto al 30 aprile. La ripresa dei versamenti è calendarizzata entri il 31 maggio, e senza applicazione di sanzioni e interessi. C’è già la possibilità di prevedere la rateizzazione di tutto l’ammontare delle rate sospese che altrimenti andrebbero pagate tutte in unica soluzione entro fine maggio. Le rate con decorrenza maggio potrebbero essere massimo 5 e mensili di pari importo.

Altra novità è la sospensione dei versamenti per imprese e lavoratori autonomi. Tutto sospeso quindi, compresi i versamenti in autoliquidazione di ritenute e trattenute relative all’addizionale Irpef, sia regionale che comunale, all’Iva e ai contributi previdenziali e assistenziali. Imprese e lavoratori autonomi, ma solo con ricavi non superiori a 2 milioni di euro nell’anno d’imposta precedente. Non ci sono limiti del volume d’affari in materia di sospensione dell’Iva per le imprese con domicilio o sede nelle province di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza. Brescia è fuori da questo provvedimento, ma solo perché all’epoca della stesura del decreto, non era zona rossa.