Autore: B.A

Evasione fiscale

Cartelle esattoriali, il decreto Rilancio le posticipa ancora, ecco le novità

Una buona notizia per i contribuenti vessati dalle cartelle esattoriali, il decreto del governo le fa slittare all’autunno.

Il decreto Rilancio che l’altro ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale è un contenitore di misure eccezionali ed emergenziali di aiuto a famiglie, lavoratori e imprese. Una specie di grande manovra finanziaria dettata dalla grave emergenza sanitaria per il coronavirus. Dentro il provvedimento, misure economiche, misure di sostegno a famiglie, misure assistenzialistiche ma anche misure fiscali molto importanti per quei contribuenti che sono alle prese con le cartelle esattoriali.

Un tarlo che riguarda milioni di italiani quello delle cartelle esattoriali che il concessionario alla riscossione deve riscuotere dai contribuenti. Per via dello stato di emergenza, il decreto Rilancio ha prodotto lo slittamento di numerose scadenze di questo tipo, comprese proprio le cartelle. Una importante boccata di ossigeno per tutti i contribuenti che come al solito, hanno il problema delle cartelle esattoriali che una volta erano di Equitalia e che adesso sono di Agenzia delle Entrate Riscossione.

I pagamenti slittano all’autunno

Il Decreto Rilancio fa slittare al 30 settembre la data per il pagamento delle cartelle in scadenza tra 8 marzo e 31 agosto 2020. Questa la novità che ufficialmente è stata introdotta nel testo del tanto atteso decreto emergenziale. In pratica, si tratta di una disposizione nata per alleggerire il carico fiscale delle fasce più deboli della popolazione, quelle già in crisi prima dell’emergenza e più esposte alla nuova grave crisi che il coronavirus ha prodotto.

Vengono di fatto prorogati i termini per il pagamento delle cartelle esattoriali e delle rate in scadenza della Rottamazione Ter e del Saldo e stralcio, i due provvedimenti di sanatoria che le ultime leggi di Bilancio e i collegati decreti fiscali, hanno introdotto in materia. Si tratta di una ulteriore proroga nata per il perdurare dell’emergenza. Infatti in un primo momento tutto era stato posticipato al 30 giugno, ma evidentemente, si è deciso di dare maggiore ossigeno ai contribuenti.

Una ulteriore proroga

In definitiva, il decreto Rilancio posticipa le scadenze previste dal precedente decreto di emergenza, il Cura Italia. Una operazione necessaria, poiché se fosse rimasta in attività solo la norma sullo slittamento previsto al 30 giugno dal decreto Cura Italia, tutte le cartelle esattoriali e i pagamenti fiscali precedentemente sospesi sarebbero andati in pagamento dal 1 luglio con la crisi nel pieno del suo impatto su lavoratori, imprese e famiglie.

Ricapitolando, vengono sospesi e rinviati i termini di riscossione dei versamenti in scadenza tra l’8 marzo e il 31 agosto. La riscossione delle cartelle, dunque, potrà riprendere dal 1 settembre 2020, sempre a condizione che la fase di emergenza sia terminata. Infatti stando alle ipotesi che anche scienziati e comitati scientifici pubblicano con cadenza giornaliera, la data di fine della crisi non è prossima, perché gli scenari futuri, soprattutto se gli aiuti e i sostegni che la Ue dovrebbe avviare, continuano a tardare.