Autore: Giacomo Mazzarella

Parlamento

Caos a Montecitorio, Vittorio Sgarbi viene espulso dall’Aula, la cronaca dell’accaduto

L’onorevole Vittorio Sgarbi espulso dalla Camera e portato via dai commessi, parole grosse nell’emiciclo.

Che sia un personaggio spesso sopra le righe è un dato certo, ma quanto accaduto oggi con attore protagonista Vittorio Sgarbi è qualcosa di particolare. Siamo alla Camera dei Deputati, a Montecitorio, in una seduta di uno dei due rami del Parlamento Italiano, quindi in ambiente istituzionale. Vittorio Sgarbi ha causato un autentico parapiglia a Montecitorio, con i commessi che sono stati costretti a portarlo via dall’aula dopo il provvedimento di espulsione dalla seduta, nei suoi confronti.

Cosa è successo a Montecitorio con Sgarbi espulso

“Non può offendere i suoi colleghi, non può pronunciare parolacce”, queste le parole che la vicepresidente Mara Carfagna ha detto all’onorevole Vittorio Sgarbi. Parole che sono state accolte da scroscianti applausi da parte degli altri parlamentari, più o meno all’unanimità, in base a quanto si legge sulle pagine del quotidiano il Messaggero nella sua versione digitale, in cui si fa un riassunto di quanto accaduto. “Vergogna, Vergogna”, oppure “pagliaccio”, queste le parole che si sono sentite dagli altri onorevoli, mentre i commessi scortavano fuori dall’aula un inviperito Vittorio Sgarbi che non voleva sentire ragioni ed abbandonare la seduta.

“Che un criminale delinque è normale, che lo faccia un magistrato è un terremoto istituzionale. Dopo le inaudite dichiarazioni contro di lei di un magistrato del Csm (all’indirizzo del Ministro della Giustizia, il Guardasigilli Alfonso Bonafede), dopo le inaudite dichiarazioni di Palamara contro l’onorevole Salvini, dobbiamo aprire una commissione di inchiesta contro la criminalità di magistrati che fanno l’opposto del loro lavoro, peggio dei criminali”, questo l’intervento iniziale di Sgarbi che ha puntato l’indice contro la Magistratura e sul caso Palamara. Parole che da un a parte dell’emiciclo hanno ricevuto applausi, mentre hanno scatenato dure reprimende da parte di altri, tra cui, come riporta il Messaggero, la deputata Giusi Bartolozzi, di Forza Italia, che è anche lei un magistrato.

“Sentire da un collega che la magistratura tutta è mafiosa, a me fa inorridire”, queste le parole della Bartolozzi, alla quale Sgarbi piccatamente ha risposto che non si riferisce alla totalità della Magistratura, ma in passato lex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, aveva definito l’Anm come una associazione mafiosa.

La Carfagna espelle Sgarbi

Le parole di Sgarbi, come personaggio vuole, erano piuttosto animate, con termini e parole che non sono andate giù a Mara Carfagna, la Vicepresidente della Camera dei Deputati che presiedeva la seduta.
“L’onorevole Sgarbi ha pronunciato parole irripetibili nei confronti dell’onorevole Bartolozzi e anche della presidenza. In quest’Aula il rispetto reciproco penso che sia dovuto. Non dico soprattutto quando si tratta di una donna, però ascoltare in quest’Aula degli insulti e delle offese ripetute nei confronti di una donna, credo che sia inaccettabile e credo che tutta l’Aula dovrebbe unirsi alla solidarietà nei confronti dell’onorevole Bartolozzi. Per quanto riguarda le parole pronunciate nei confronti dei magistrati, l’onorevole Sgarbi se ne assume la responsabilità, non c’è da parte della presidenza il dovere di stigmatizzarle”, questa la dichiarazione di Mara Carfagna mentre cacciava di fatto Sgarbi dall’emiciclo.

La reazione di Sgarbi alle accuse anche di Fico e degli altri parlamentari

Sgarbi dopo il provvedimento di espulsione ha voluto dire la sua, rispondendo al Presidente della Camera Fico che lo ha definito indecente. “Non ho offeso nessuno, di indecente e indegno c’è solo il comportamento di Fico che mi attribuisce cose mai dette ignorando che le persone e i deputati non si dividono per sesso e io non ho detto nulla di diverso da quello che avrei detto a un deputato maschio. Si tratta di una ignobile strumentalizzazione”, così la replica di Sgarbi.

“Alla Bartolozzi mi sono limitato a dire «sei ridicola», e a evocare il nome di Berlusconi che l’ha fatta eleggere. Quanto alla Carfagna le ho detto «fascista», com’era il suo atteggiamento avendomi impedito non solo di parlare ma di votare. Noto che anche una donna può essere fascista. Fico non troverà nelle registrazioni nessun insulto rivolto a una donna, ma solo invettive contro alcuni deputati. Dalla sua istruttoria uscirà sbugiardato”, così Sgarbi in una nota si difende dalle accuse e dal fatto che Roberto Fico ha minacciato di avviare una istruttoria nei suoi confronti.