Autore: Giacomo Mazzarella

Fisco e Tasse

Canone di affitto: sconto del 40% fino a maggio 2020 e del 20% fino a marzo 2021

Una sentenza del Tribunale di Roma oltre che in retroattività, conferma gli sconti causa Covid fino ai primi mesi del 2021

La riduzione del canone di affitto per l’emergenza Covid-19 è legittimata da una recente sentenza del Tribunale di Roma. La riduzione del canone di affitto deve essere pari al 40% per i mesi di aprile e maggio, quelli del lockdown, mentre per i mesi successivi deve essere del 20%.

In altri termini, la sentenza opera in retroattività fin da aprile 2020, quando la pandemia costrinse l’Italia alla chiusura pressoché totale. Ma è altrettanto vero che la sentenza opera in prospettiva futura, concedendo lo sconto addirittura fino al prossimo mese di marzo.

La riduzione del canone di affitto per l’emergenza Covid-19

È il Tribunale di Roma a stabilire nella misura del:

  • 40% per i mesi di aprile e maggio 2020
  • 20% da giugno in poi.

lo sconto per i canoni di affitto per l’emergenza epidemiologica. Il sito specializzato in materia legale “laleggepertutti.it”, da ampio risalto alla sentenza che rischia di riguardare una moltitudine di persone.

La sentenza che riguarda una causa in cui c’è un affittuario che deve un canone annuale di 96mila euro, in rate mensili da 8.000, oltre allo sconto prevede anche la sospensione della garanzia fideiussoria. Una sospensione valida fino ad un’esposizione debitoria di 30mila euro. La sentenza non deve scandalizzare, perché sempre come si legge sul sito, i giudici di diversi tribunali si stanno orientando verso il dare una mano agli affittuari.

La cosa che forse stride è che così ci sono meno garanzie per il proprietario, ma la crisi economica provocata dalla pandemia di Coronavirus ha già provveduto a spingere alcuni giudici a decretare addirittura lo stop al pagamento dei canoni di affitto per soggetti gravemente colpiti dalla crisi, anche se per ora si ha notizia di cancellazione dei canoni solo per i mesi di chiusura totale per lockdown.

Canone e garanzia fideiussoria peggiorano la crisi per molti soggetti

Le sentenze che riguardano casi come questo, cioè relativi a canoni di locazione, specie se di esercizi commerciali, hanno una particolarità che sta nella solerzia delle pronunce. La pronuncia odierna per esempio sottolinea testualmente che “il pagamento integrale dei canoni, o l’escussione della fideiussione, sono ritenuti idonei ad aggravare considerevolmente la situazione di crisi finanziaria del debitore che, non trovando un accordo con la controparte sulla riduzione del canone mensile di affitto, si rivolge al giudice per ottenerlo”.

Naturalmente ciò che ormai i giudici fanno spesso, dando ragione a chi deve pagare il fitto di un esercizio commerciale, anche nel lockdown ed anche in questi mesi di crisi, viene visto positivamente dai gestori degli esercizi commerciali e dalle loro associazioni, come la Fipe. Proprio per quanto concerne la Federazione Italiana Pubblici Esercizi Confcommercio, Luciano Sbraga, il suo direttore, ha rilasciato intervista al «Corriere della Sera», sottolineando il fatto che “Un ristorante che per quasi tre mesi ha incassato zero e ora meno del 30% può continuare a pagare un canone d’affitto di 15 o 20 mila euro al mese definito quando il fatturato era ben diverso? Penso proprio di no”.

Secondo Sbraga occorre anche trovare un compromesso, adeguando i canoni di affitto alla crisi attuale e non rifacendosi al passato, a quando le attività andavano a gonfie vele ed il Covid-19 non c’era. E a dimostrazione di ciò, sempre secondo Sbraga, l’ordinanza del Tribunale di Roma, che estende lo sconto sugli affitti al marzo 2021, dimostra che la giurisprudenza la pensa esattamente come lui.