Autore: Pasquale De Marte

Governo - Coronavirus - Mario Draghi - Scuola

Calendario scolastico, si va scuola fino al 30 giugno? Risponde il ministro del governo Draghi

Il governo Draghi considera la scuola una priorità, tra i temi di discussione c’è l’ipotesi che si vada a scuola fino al 30 giugno. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, a domanda precisa, ha risposto che la competenza sul calendario è delle Regioni e che ci sarà un confronto.

La scuola e il calendario scolastico sono una priorità per il governo di Mario Draghi. Quello dell’istruzione è stato uno dei settori maggiormente penalizzato dalle chiusure legate alla necessità di contenere il virus.

La didattica a distanza è stata una soluzione, per quanto valida, d’emergenza e in alcuni casi ha palesato la criticità di non essere uno strumento d’insegnamento equiparabile al confronto in presenza tra insegnanti e studenti. Anche perché, come gli esperti spesso sottolineano, la scuola non è solo un ambiente in cui si apprendono nozioni.

Draghi-scuola: intenti già chiariti

Tuttavia, per capire quelle che saranno le intenzioni dell’esecutivo è sufficiente ripartire da quelle che sono state le parole di Mario Draghi nel suo primo intervento in Senato. Il riferimento alla scuola è stato netto.

«Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà».

«Occorre - ha aggiunto - rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza».

Scuola e calendario scolastico: confronto governo Draghi - Regioni

Passaggi quelli del nuovo premier che, in qualche modo, suonano come una chiara dichiarazione d’intenti. Non sarà un compito facile quello che toccherà a Patrizio Bianchi. È lui l’uomo a cui Mario Draghi ha affidato il compito di gestire un ministero cruciale per il futuro del Paese come quello dell’Istruzione. 68 anni, economista, ha già avuto una lunga esperienza analoga come assessore in Emilia Romagna

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera (edizione del 19 febbraio) ha avuto modo di toccare diversi temi che, ad oggi, sono di estrema attualità per il mondo della Scuola. La prima è, naturalmente la ripresa delle attività in un contesto in cui occorre farlo con sicurezza.

«La prima cosa da fare - ha evidenziato - è vaccinare tutti gli insegnanti e il personale, anche i più grandi di età. Solo se loro saranno in sicurezza le scuole saranno sicure anche per i ragazzi e le famiglie».

Un obiettivo per il quale ha ammesso si è già iniziato a lavorare con il ministro della Salute Roberto Speranza.

Si va a scuola fino al 30 giugno?

30 giugno è, invece, una data che inizia a ricorrere come possibile nuova scadenza per la fine dell’anno scolastico. «La competenza - ha detto Bianchi - sul calendario è delle Regioni che in situazione ordinaria decidono cosa fare in base alla specificità dei territori».

Considerazione a cui ha aggiunto l’intenzione di confrontarsi con le Regioni. «La legge - ha puntualizzato - prevede almeno 200 giorni di lezione, ma non è un problema di un giorno in più o in meno a scuola. Dobbiamo decidere rispettando i diritti e la vita delle persone, valutando situazioni diverse, tra primarie e scuole superiori per esempio».

Bianchi ha, inoltre, posto l’accento sul fatto che la scuola oltre che di apprendimento ed insegnamento, è fatta anche di «vita comune». Il ministro ha, inoltre fatto sapere, che l’interlocuzione con le Regioni si discuterà anche della possibilità che a settembre si possa tornare in aula il primo settembre.