Autore: G.M

Tasse

21
Giu

Calendario dei versamenti fiscali, ecco come è cambiato dopo il decreto crescita

Oltre che prevedere la riapertura dei termini per saldo e stralcio e rottamazione delle cartelle il decreto crescita ha ridisegnato tutto il calendario dei versamenti e delle presentazioni delle dichiarazioni fiscali del 2019. La pace fiscale e le sue due misure pilastro che consentono di fare pace con cartelle esattoriali, multe e imposte evase trova con questo decreto una nuova finestra utile alle domande dopo quella scaduta a fine aprile. Adesso si potrà presentare di nuovi istanza entro il 31 luglio. Come già detto questa non è l’unica novità. Infatti emendamenti al decreto crescita intaccano le scadenze di dichiarazioni e versamenti anche per redditi, Isa, Irap e perfino per Imu e Tasi.

Calendario fiscale modificato

Molto importanti alcune modifiche al calendario fiscale introdotte durante l’esame del decreto in commissione a Montecitorio. Dopo il voto della Camera il testo tornerà in Senato per la definitiva approvazione e col decreto crescita convertito in legge, le nuove scadenze diventeranno effettive.

Cosa cambia per davvero?

Per i quasi 4 milioni di partite Iva italiane l’attesa maggiore era per la proroga delle cosiddette pagelle fiscali, gli Isa. Gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale che scadranno il primo luglio prossimo, potrebbero slittare come data di termine al 30 settembre prossimo. Sarebbe un differimento del pagamento di tutte le imposte fuoriuscite dalle dichiarazioni reddituali.

Redditi e Irap

La scadenza per l’invio telematico del modello Redditi, il secondo modello reddituale dopo il 730, quello usato sia da società che da persone fisiche slitta al 30 novembre. Stessa sorte per la dichiarazione Irap. In entrambi i casi, essendo un sabato il 30 novembre, la possibilità di invio slitta in effetti al 2 dicembre.

Se anche il Senato dopo la Camera approverà il decreto, di fatto, persone fisiche e società già dal 2019 avranno più tempo per la trasmissione online delle dichiarazioni.

Imposte sugli immobili

Sono tra le tasse più antipatiche agli italiani, cioè i balzelli che colpiscono le proprietà immobiliari, le case. Su chiamano Imu e Tasi ed anche queste sono oggetto di un cambiamento di scadenza delle loro dichiarazioni contenuto in un altro emendamento al Dl crescita. La dichiarazione Imu e la dichiarazione Tasi che di prassi scade il 30 giugno, verrebbe così spostata al 31 dicembre. In pratica per quanti devono comunicare le variazioni intervenute nel 2018, ci sarà tempo per adempiere fino al 31 dicembre prossimo.

Sanatorie cartelle

Come già detto in premessa, la pace fiscale riapre i termini. In questo caso infatti non è una proroga dal momento che le domande sono già scadute il 30 aprile, ma di una nuova finestra fino alla fine di luglio. Nulla cambia dal punto di vista strutturale sia per rottamazione cartelle che per saldo e stralcio. L’emendamento infatti non ha esteso le sanatorie ai debiti divenuti ruoli bel 2018. Pertanto le cartelle rottamabili o stralciabili restano quelle dal 2010 al 2017.