Autore: Liliana Terlizzi

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Calabria: medico vaccinava amici e parenti «E il tampone lo facciamo pure ai gatti»

Un medico calabrese è stato sollevato dall’incarico dopo la scoperta che somministrava tamponi e vaccini a conoscenti ed amici, incurante delle necessità altrui.

Durante il cosiddetto V-Day, il 27 dicembre 2020, moltissimi campani (e non solo) criticarono duramente il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. La sua colpa? Essersi sottoposto alla prima dose di vaccino pur non facendo parte del personale sanitario. Successivamente l’ex sindaco di Salerno ha spiegato di aver documentato l’iniezione sui social per dare «il buon esempio».

Il caso Cesareo

A finire sul banco degli imputati nelle ultime ore, per colpe ben più gravi, è un medico calabrese di nome Vincenzo Cesareo. Questi avrebbe somministrato tamponi e soprattutto vaccini a parenti ed amici, dunque non seguendo i criteri di necessità e priorità che nel caso dei vaccini vedono in cima alla lista personale sanitario e subito dopo anziani.

Al momento Cesareo risulta interdetto per almeno 12 mesi dalla professione ma soprattutto è indagato per truffa, falso in atti pubblici e turbata libertà nella scelta del contraente. Sì, perché ovviamente i costi per tamponare e vaccinare amici e parenti sono ricaduti sui bilanci regionali, dunque danaro pubblico.

Non solo tamponi e vaccini

Altri dettagli emersi dall’ordinanza sono oggettivamente tragicomici. In particolare la sua assenza a un’importante riunione per l’attivazione dei posti COVID, per la quale si era giustificato con una banale scusa. Gli inquirenti hanno scoperto che in quelle ore aveva incontrato la sua amante.

Non è finita qui: un operatore sanitario intercettato con dei microfoni nascosti si è lamentato con dei colleghi: «Cesareo sta esagerando. Ha fatto fare i tamponi alla squadra di pallone di Fuscaldo.»

Di fatto, stando a quanto scoperto dai carabinieri, il medico permetteva a chiunque glielo chiedesse di sottoporsi a tampone. Erano i primi mesi dell’emergenza, durante i quali i reagenti scarseggiavano. «Li faccio fare a tutti, anche ai gatti», è un’altra delle frasi tragicomiche intercettate.

Nelle ultime settimane, grazie al suo «beneplacito», decine di calabresi non appartenenti al personale sanitario avrebbero ricevuto la prima dose di vaccino anti-COVID.

Oltre a dispensare tamponi ad amici e conoscenti, il dottore ha utilizzato più volte le auto in dotazione al suo ospedale per viaggi di piacere. Il 4 settembre sarebbe andato a Napoli per una passeggiata e si sarebbe fermato all’Ikea sulla via del ritorno. Come si suol dire: adesso la pacchia è finita.

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