Autore: Liliana Terlizzi

Coronavirus

COVID, secondo Brusaferro «l’epidemia durerà un altro anno e mezzo»

Il presidente dell’Isituto superiore di sanità avverte: l’epidemia finirà tra circa un anno e mezzo. Alcune misure, inoltre, adottate potrebbero diventare permanenti.

Che il coronavirus non sarebbe sparito con l’arrivo del vaccino lo si era capito. Ma secondo Silvio Brusaferro l’epidemia durerà un altro anno e mezzo.

Le parole di Brusaferro

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, durante la conferenza stampa odierna, ha parlato in maniera approfondita del grande nemico del nostro tempo. “Non è stato uno stress puntiforme, come un’alluvione o un terremoto. Le strategie di adattamento che stiamo mettendo in atto lasceranno il segno anche in futuro, alcune anche in maniera permanente”.

Brusaferro mette l’accento sul concetto di prevenzione: “Abbiamo imparato che la prevenzione è il momento cruciale del sistema. Abbiamo capito che fare investimenti in prevenzione è fondamentale, se non lo facciamo corriamo rischi. La prevenzione ha il vantaggio di evitare a priori che certi scenari si manifestano ma ha anche il difetto che quando funziona bene non si vede”.

Il presidente dell’Iss parla anche di futuro: “La sanità del futuro ci vedrà immersi in una serie di relazioni e tecnologie per accompagnarci dove perdiamo di autosufficienza, quindi fortemente ancorata a una tecnologia che ci aiuti a fare scelte ma anche a un’interazione forte con le persone”.

Sul recovery fund e i soldi che dovrebbero far ripartire l’economia italiana e non solo: “Credo sia una grande opportunità che dobbiamo sfruttare al meglio”.

Vaccino: siamo alle battute finali

Intanto la notizia di oggi è che Moderna, una delle prime aziende ad aver completato la fase 3 del vaccino contro il COVID, ha richiesto il permesso alle agenzia statunitense e americana di registrare il vaccino. Si tratta dell’ultima fase prima della somministrazione ai pazienti.

La settimana appena cominciata può essere cruciale in tal senso: se le agenzie lo approveranno nei prossimi giorni, allora è pressoché certo che entro la prima metà di dicembre inizieranno campagne di vaccinazione su scala medio-larga. Gli Stati Uniti e la Germania, con ogni probabilità, saranno le prime due nazioni del mondo occidentale a somministrare il farmaco diversi milioni di cittadini entro la fine dell’anno.