Autore: B.A

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Bonus per i pagamenti con carte di credito: quanto si recupera come rimborsi e le cifre

Parte il primo dicembre prossimo il cosiddetto cashback, con rimborsi sulle spese per chi usa la moneta elettronica anziché il contante.

Dal primo dicembre 2020 sarà più conveniente fare spesa pagando con sistemi di pagamento tracciabili. Parte l’operazione del governo meglio conosciuta come cashback. Si tratta di una iniziativa che i legislatori hanno messo in campo per perseguire l’obbiettivo di contrastare l’uso del contante. Iniziative che seguono la linea del contrasto all’evasione fiscale.

Entra in vigore quindi, il bonus per le spese effettuate con strumenti tracciabili, cioè carte di credito e di debito, bancomat, app e altri servizi digitali. Ma occorre fare chiarezza su questo bonus, perché ci sono dei limiti e delle regole da seguire. Inoltre occorre spiegare quali spese rientrano nel meccanismo di cashback e quali potrebbero essere le cifre del rimborso.

Via al bonus pagamenti con carta e simili, parte il cashback

Un bonus per tutti i pagamenti che non vengono effettuati utilizzando i contanti. Il cashback permetterà ai contribuenti italiani che utilizzano strumenti elettronici di pagamento anziché danaro contante, di ricevere un rimborso sulle spese effettuate. Tutto nasce con il terzo decreto emergenziale del governo, il decreto Agosto.

Infatti nel decreto contenente misure a sostegno di famiglie, imprese e lavoratori alle prese con la crisi economica ed epidemiologica, il governo ha riproposto questo bonus di cui da tempo si parlava insieme a lotteria degli scontrini e al credito d’imposta per le commissioni che i commercianti pagano sull’uso delle carte.

Quali sono gli strumenti utili al pagamento per ricevere il bonus?

Erroneamente qualcuno chiama questo strumento, bonus carta di credito. In effetti le carte, che siano ricaricabili o non, sono lo strumento già oggi più utilizzato per pagare senza utilizzare il contante. Però non ci sono solo le carte di credito e di debito che possono essere utilizzate per ottenere il rimborso del cashback.

Si potrà accedere al bonus anche effettuando pagamenti con gli smartphone, o con sistemi innovativi ma largamente conosciuti come Satispay e PayPal. Evidente che la cosa importante è che si usino strumenti di pagamento che lascino tracce di loro, cosa che con il contante non è possibile.

Le spese ammissibili per il bonus

Con il cashback si potrà accedere al rimborso per qualunque spesa, ma non per quelle telematiche. Questo almeno ciò che si sa oggi, anche se su quest’ultimo aspetto occorre attendere il decreto attuativo che a breve il Ministero di Economia e Finanze dovrà emanare.

Proprio per via della mancanza del decreto di attuazione, ad oggi non si hanno ancora certezze sulle modalità di rimborso che restano quelle conosciute tramite le indiscrezioni che ogni giorno emergono da fonti vicine al dossier del Mef.

Sembra certo però che il rimborso sarà pari al 10% di quanto viene speso, ma con un minimo di spesa annuale di 3.000 euro. Sembra certo che per spronare sempre di più i consumatori ad eliminare il contante, potrebbe essere inserito un numero minimo di operazioni per poter avere accesso al bonus.

Questo per evitare che si scelga l’uso di questi strumenti solo per alcune operazioni più grosse (un televisore di ultima generazione piuttosto che un frigo nuovo) per poter sfruttare lo sconto e basta.

L’idea di fondo resta quella di incentivare tanti piccoli pagamenti evitando i contanti. Anche le modalità di rimborso dovrebbero essere oggetto del decreto di attuazione, perché ad oggi ciò che si ipotizza è un cashback in due rate semestrali, la prima ad agosto e l’altra a dicembre.