Autore: B.A

Fisco - Ecoincentivi

28
Lug

Bonus casa: come non perdere l’eccedenza di imposta

Quando la detrazione è più alta dell’imposta cosa accade? Ecco le soluzioni.

L’eccedenza di detrazione si perde? Parliamo naturalmente del Superbonus 110% e del caso in cui un contribuente si trovi ad avere una detrazione che supera l’imposta da lui dovuta. Ecco una dettagliata guida su come fare per non perdere la detrazione spettante.

Gli incapienti

Capita spesso che quando si scaricano spese dal 730, utilizzando gli oneri detraibili, si vada a credito nei confronti del fisco. Soprattutto quando ci sono spese ingenti come le ristrutturazioni edilizie, i mutui, spese odontoiatriche e così via, i contribuenti di trovano con un bel po’ di credito di imposta.

Ma il fisco non regala certo soldi, nel senso che utilizza questo credito in compensazione, rimborsando al lavoratore il corrispettivo delle imposte da lui pagate. In altri termini, se un contribuente ha versato, in quanto lavoratore dipendente, 2.000 euro tra Irpef e addizionali, potrà recuperare solo la cifra massima di 2.000 euro. Lo stesso vale per un lavoratore autonomo che potrà ottenere lo sconto del tasse, non versando i 2.000 euro.

Se le detrazioni superano le imposte, cioè se in entrambi i casi il contribuente avrebbe diritto ad un credito di 3.000 euro, l’eccedenza, cioè i 1.000 euro rispetto ai 2.000 di imposta pagata o da pagare secondo l’esempio di prima, sarebbero perduti.

La parte non utilizzata di detrazione in un determinato anno non può essere utilizzata negli anni successivi. Un problema piuttosto serio soprattutto alla luce del maxi bonus del 110% sulle ristrutturazioni.

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Come fare a recuperare tutta la detrazione spettante?

Fare interventi riconducibili all’ecobonus del 110% potrebbe essere una fattispecie di situazione che provoca una eccedenza di imposta come quella spiegata nel paragrafo precedente. Avere importi di spesa maggiori rispetto alla tassazione, soprattutto alla luce della imponente detrazione prevista (il 110%), non potrebbe essere così raro.

Ma il pacchetto normativo che ha coniato questo Superbonus ha previsto questa tipologia di situazione, perché c’è un’altra possibilità di applicazione del Superbonus, che prevede lo sconto in fattura oppure la cessione a un soggetto terzo, che può essere anche una banca. Si tratta di una facoltà che i legislatori hanno introdotto allo scopo di attutire i casi di incapienza, quello in cui la detrazione è più alta dell’imposta (ma è una possibilità che serve anche per chi non può sfruttare il Superbonus come i forfettari).

In altri termini, la detrazione al 110% si può utilizzare anche come sconto sul corrispettivo dovuto a chi esegue i lavori, per un importo massimo non superiore al corrispettivo stesso. L’esecutore dei lavori potrà poi recuperare la somma come credito d’imposta, oppure cedendo a sua volta l’importo a terzi. Un’altra alternativa ancora è quella della cessione di un credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.