Autore: B.A

Bonus Partite IVA e autonomi: ecco i bonus dalle Regioni, vediamo una per una cosa hanno previsto

Oltre ai decreti del presidente del Consiglio, ogni Regione ha previsto alcune misure in sostegno delle attività produttive chiuse o in crisi per il covid-19.

In attesa che il governo vari l’ennesimo decreto di aiuto al mondo della attività autonome, cioè commercianti, artigiani e partite Iva in genere, anche gli enti locali fin dall’inizio della crisi, hanno deciso di aiutare una parte importante del loro tessuto produttivo. Dopo il decreto Cura Italia e il decreto Liquidità, entro fine mese il governo dovrebbe varare un nuovo decreto emergenziale, con cui verranno introdotte nuove misure e confermate le vecchie, per dare una mano alle varie attività ridotte sul lastrico dal lockdown per via del coronavirus.

Si parla già di un bonus da 800 euro che sarà inserito nel prossimo decreto e che seguirà quello dello scorso decreto Cura Italia da 600 euro. Un nuovo indennizzo per i commercianti, gli artigiani, i professionisti e quanti hanno chiuso o ridotto la loro attività a causa delle limitazioni imposte dal governo per contrastare il diffondersi del coronavirus. Ma anche le Regioni hanno stabilito norme, regole e previsto indennizzi e incentivi per questa particolare tipologia di lavoratori. Ecco una per una le regioni e cosa hanno fatto e stanziato per i loro cittadini.

Contributi a fondo perduto e prestiti

Il bonus da 600 euro previsto dal decreto Cura Italia è di fatto un bonus una tantum, previsto per il mese di marzo a chi ha presentato domanda tramite il canale telematico Inps. Il decreto liquidità ha stabilito poi una linea di credito agevolato con le banche, cioè una possibilità di accedere a prestiti fino a 25.000 euro per le piccole e medie imprese, a garanzia statale e pari al 25% del fatturato dell’anno 2019.

Indennizzi a fondo perduto e prestiti sono tra le misure che molte Regioni hanno varato in questa fase di emergenza. Bonus anche da parte delle Regioni quindi, e come dicevamo vanno dai contributi una tantum, fino ai prestiti agevolati e a fondo perduto. Partiamo da quella che probabilmente è la Regione che ha fatto di più in questo senso, cioè la Campania del Governatore de Luca.

Bonus di 2.000 euro per le imprese e 1.000 euro per professionisti e lavoratori autonomi, questo quanto hanno deciso di fare nella regione Campania. Nel Lazio è partito il cosiddetto “Piano Pronto Cassa”. Si tratta di una linea di credito agevolato che è appannaggio di imprese con dotazione organica fino a 9 dipendenti. Si può ottenere con il Piano, fino a 10.000 euro di prestito a tasso zero con ammortamento decennale. L’Emilia Romagna invece ha pensato ad un indennizzo di 1.000 euro agli operatori sanitari, quelli in prima linea negli ospedali per combattere il coronavirus.

Dal Piemonte alla Basilicata, ecco gli altri aiuti ragionali

In Piemonte si è virato verso dei finanziamenti a fondo perduto per tante imprese, dalle micro a quelle piccole e medie come dimensione. Un finanziamento massimo di 7.500 euro a copertura degli oneri connessi alla concessione di credito da parte degli istituti di credito. In Basilicata hanno introdotto un fondo a cui autonomi e professionisti potranno accedere per avere liquidità sotto forma di prestito.

Il fondo ha una dotazione di 9 milioni di euro e servirà ad erogare linee di credito da 5.000 a 30.000 euro a richiedente. Soldi che serviranno a coprire affitto, bollette e costi del personale, cioè le spese correnti delle aziende che oggi hanno visto ridursi gli utili. Nella Regione Lazio previsti prestiti a tasso zero fino a 10.000 euro grazie ad un Piano pronto cassa. Un prestito da restituire da uno a 5 anni di rate.