Bomba nella scuola di un convento in Russia: al momento il bilancio parla di 8 bambini feriti

Un giovanissimo si è fatto esplodere con un ordigno rudimentale

Non si conoscono ancora i dettagli relativi al bilancio di un’esplosione avvenuta in Russia. La stretta attualità racconta, però, della drammaticità di un attentato che ha avuto luogo nella zona del convento ortodosso di Vvedenski Vladytchny, a Serpoukhov.

La città della Russia europea centrale si trova ad un centinaio di chilometri a Sud di Mosca e ad essere oggetto dell’azione è stata l’area adibita a scuola.

L’attentatore sarebbe un ex allievo

Le prime ricostruzioni emerse sull’accaduto raccontano che a fare irruzione all’interno della struttura con fini da attentatore sarebbe stato un diciottenne.

Questi sarebbe stato un ex studente dell’istituto e avrebbe portato con sé un ordigno rudimentale. Dopo essere riuscito ad avere accesso ai locali del convento ortodosso si è fatto esplodere. La deflagrazione avrebbe generato il ferimento di un quindicenne.

Bomba in convento ortodosso in Russia, cosa dicono le fonti ufficiali

Fonti ufficiali confermano che, al momento, non è ancora chiaro quelli che sono stati gli effetti dell’accaduto. Le conferme arrivate parlano del ferimento di diverse persone, tra cui una di queste dovrebbe essere colui il quale si è reso protagonista dell’attentato. Circostanza che smentisce le voci secondo cui potesse essere morto.

Bomba in convento in Russia

A livello internazionale, però, si stanno diffondendo notizie contrastati in merito a quelli che potrebbero essere i veri numeri dell’accaduto. Non è da escludere che le fonti ufficiali, con il passare delle ore, avranno modo di aggiornarsi e magari ufficializzare le cifre che stanno emergendo su diverse fonti di stampa.

Si parla, infatti, di 8 feriti di cui uno sarebbe stato ricoverato per lesioni agli arti e altri sei che avrebbero riportato conseguenze non particolarmente gravi.

Lo scorso 20 settembre l’assalto all’università di Pern

Quella di lunedì 13 dicembre è un’altra storia che somiglia purtroppo ad altre già viste nel territorio russo. Si ricorderà, ad esempio, quello che accadde lo scorso 20 settembre.

Il lunedì di sangue ebbe luogo a Pern , una città a nord-est di Mosca famosa per il suo storico istituto universitario. In quel caso una persona fece irruzione all’interno d una struttura dell’università, aprì il fuoco e generò morte e distruzione.

Arrivarono, in quella circostanza, testimonianze di persone che si trovavano all’interno ed in preda al panico tentarono ogni strada per trovare rifugio. Ci fu chi addirittura decise di provare a darsi alla fuga uscendo dalla finestra di piani più alti. Altri finirono per barricarsi in ambienti come auditorium o rifugi di fortuna in cui poter sfuggire all’assalitore.

Gli altri precedenti che hanno fatto piangere la Russia

Il caso più triste della storia di un grande paese come la Russia risale al 2004. In Ossezia si consumò la strage di Beslan dove furono uccise 300 persone, ben 186 bambini. A maggio, invece, l’altra tragedia si verificò a Kazan e in quell’occasione ci furono undici vittime all’interno di un istituto scolastico.