Bologna: due arresti per spaccio nel famoso citofono dove si presentò Salvini

Bologna: due arresti per spaccio nel famoso citofono dove si presentò Salvini

Un anno dopo il famoso episodio della citofonata di Salvini, i genitori del ragazzino accusato di essere uno spacciatore sono stati arrestati per spaccio (e non solo).

Pochi giorni prima delle elezioni regionali in Emilia-Romagna, in piena campagna elettorale per supportare la candidata leghista Lucia Borgonzoni, Matteo Salvini si rese protagonista di un episodio molto discusso.

La citofonata di Salvini

Era il 21 gennaio 2020 e l’ex Ministro degli Interni, su segnalazione di alcuni vicini di casa, citofonò una famiglia residente a Bologna in un appartamento in via Deledda per chiedere se spacciassero droga.

All’epoca si sospettava che lo spacciatore fosse un ragazzo minorenne (diventato da qualche mese 18enne) appartenente alla famiglia citofonata da Salvini. Quella sera la persona che aveva risposto al citofono smentì confusamente le accuse, dicendo testualmente: «Qui non c’è nessuno», scatenando le battutine del leader della Lega.

A poco più di un anno di distanza da quell’episodio, il destino ha voluto che a finire in manette, proprio per spaccio (e per altri reati), siano stati i genitori del giovane.

La dinamica dell’arresto

Tutto è iniziato ieri pomeriggio, quando i carabinieri hanno notato un 39enne di cittadinanza italiana in atteggiamenti sospetti. L’uomo guidava a velocità molto bassa la sua auto nei pressi del parco del Pilastro, per poi raggiungere l’abitazione di via Deledda. Ha citofonato, qualcuno ha aperto il portone, l’uomo è salito e circa dieci minuti dopo è sceso.

A quel punto i carabinieri lo hanno avvicinato per una perquisizione. Il 39enne è apparso subito molto nervoso e a seguito del controllo si è scoperto che aveva con sé due dosi di cocaina.

Spaccio ma non solo

I carabinieri, subito dopo, si sono recati nell’appartamento Acer in uso alla coppia per ulteriori controlli, che hanno messo nei guai gli occupanti. Gli uomini in divisa, infatti, hanno rinvenuto 380 grammi di hashish, 170 di marijuana, 13 di cocaina, un caricatore con 6 proiettili, più altre decine di proiettili, un taser, 340 euro di banconote false e altri 925 di banconote ‘legittime’.

Gli occupanti sono una donna italiana nata in Svizzera di 58 anni e un uomo tunisino di 59. Sono stati denunciati per spaccio, porto d’armi e spendita di banconote false.

Come riporta il Resto del Carlino, i carabinieri hanno precisato che si è trattato di un’operazione di routine, non mirata. Semplicemente, spiegano, dopo aver pizzicato un consumatore di cocaina, gli agenti sono stati in grado di risalire a chi gli aveva venduto lo stupefacente.