Autore: B.A

Bollo - Tasse

10
Giu

Bollo auto in base all’inquinamento, ecco i modelli dei veicoli che pagheranno più di bollo perché più inquinanti

La proposta di collegare il bollo auto alle emissioni inquinanti rischia di far pagare molto di più a molti italiani e non solo a chi ha auto vecchie

Emissioni di Co2, cioè inquinamento da parte delle automobili e obbligo di pagare il bollo auto. Cosa centra la tanto odiata tassa sul possesso di veicoli a motore con l’inquinamento? La relazione tra le due cose è figlia di una proposta di modifica a tutta la normativa sul bollo auto che adesso attende la vera e propria proposta di legge da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Spinti anche dai moniti europei sulla riduzione dell’inquinamento e sulle problematiche ambientali, i legislatori sembrano sul punto di varare una vera riforma del bollo auto che cambierebbe il modo con cui viene calcolato e quindi pagato dai contribuenti. Si passerebbe dalla potenza della vettura, al tasso di inquinamento che la stessa produce. Cediamo di cosa si tratterebbe e quali sarebbero le auto più colpite da questa novità, con uno studio proveniente dal regno Unito che elenca le auto attualmente in circolazione in Italia che più inquinano e le sorprese da questo punto di vista non mancano.

Come si calcola il bollo auto oggi

Il balzello altro non è che il tributo dovuto da ogni automobilista che è proprietario di una auto o di un altro veicolo che circola sulle nostre strade. Il bollo va pagato ogni anno alla Regione di residenza che può liberamente stabilire una normativa differente su esenzioni, sconti, riduzioni tariffarie ma non sulle modalità di calcolo. Infatti oggi, l’importo del bollo viene calcolato in base alla potenza del veicolo, cioè ai KW (chilowatt) o ai cavalli del motore dell’auto. Un primo assaggio di questo collegamento del bollo con la riduzione dei danni ambientali lo si è avuto con l’ecobonus del governo Conte che da marzo agevola in materia pagamento del bollo coloro che acquistano auto di nuova concezione (elettriche, ibride e così via) rispetto a quanti continuano a comperare auto a benzina o peggio ancora a gasolio.

Protocollo Aria Pulita

Più inquini, più paghi, questo il motto della proposta che presto potrebbe diventare concreta. I più colpiti naturalmente sarebbero le famiglie meno abbienti, quelle che difficilmente si possono permettere il cambio di auto, cioè passare dalla loro vecchia auto ad una meno inquinante. Infatti maggiore sarà l’impatto in termini di emissioni inquinanti e più sarà richiesto ai contribuenti come pagamento del bollo. In una specie di Conferenza Stato-Enti Locali è stata siglata l’intesa per il cosiddetto “Protocollo Aria Pulita” che prevede proprio la riforma del bollo auto. Come dicevamo sono i diktat europei la causa di quello che potrebbe essere un cambiamento epocale. L’Italia tra gli Stati Membri della UE è tra quelli più colpiti da infrazioni ai rigidi regolamenti europei e proprio suoi regolamenti che riguardano l’ambiente l’Italia è tra le meno virtuose.
L’operazione bollo potrebbe permettere all’Italia di assecondare le richieste europee, anche se l’aumento delle tariffe provenienti dal cambiamento potrebbe ottenere anche l’obbiettivo di ridurre il debito pubblico che è sempre un problema con cui il governo fa i conti.

Come si calcola il bollo auto in base alle emissioni inquinanti

Il bollo auto sarà una specie di estensione della normativa sull’ecobonus al balzello. Una differenza sostanziale tra le due cose però appare subito evidente. L’ecobonus colpisce chi compra una auto, mentre il nuovo bollo basato sulel emissioni inquinanti colpirebbe anche chi l’auto già la possiede. Colpite tutte, sia le auto a gasolio, notoriamente inquinanti che le auto a benzina, che rispetto al diesel sembra emettano più anidride carbonica.

Il nuovo bollo auto proporzionato alle emissioni di CO2 colpirà tutti, dai proprietari di auto obsolete a quelle più recenti. Una azienda di analisi inglese, la Emissions Analytics ha provveduto a rendere noto un elenco di modelli di autovetture che nella nostra penisola risultano altamente dannose in termini di impatto ambientale. Si tratta di auto diffusissime e non propriamente vecchie come costruzione. Si va da una delle più vendute di casa Fiat, la 500x, alla tedesca Audi A8. Ci sono poi BMW X3, i piccoli Suv Nissan (Qashqai e Juke), la Hyunday i30, la svedese Volvo V60e le francesi Renault Megane e Peugeot 308, tutte macchine tra euro 6 ed euro 5. Avete auto di questo tipo? Probabilmente una volta che dalle parole si passerà ai fatti ed una volta che da proposta legislativa si passerà alla conversione in legge dello Stato, pagherete di più di bollo rispetto ad oggi.