Autore: G.M

6
Ott

Bollo auto cancellato: ecco le annualità condonate

Anche la Commissione Tributaria conferma la cancellazione dei bolli più vecchi.

La legge di Bilancio del 2019, la prima (e l’ultima visto il rimpasto di governo) emanata dall’esecutivo Conte formato da Lega e Movimento 5 Stelle, ha introdotto la cosiddetta Pace Fiscale. Nel decreto fiscale collegato alla legge di Stabilità entrata in vigore dal 1° gennaio scorso, il governo inserì saldo e stralcio delle cartelle, rottamazione ter e cancellazione d’ufficio delle cartelle più obsolete di importo basso. Una recente sentenza della Commissione Tributaria riguarda proprio il terzo elemento di sanatoria previsto, la cancellazione delle cartelle di importo inferiore a 1.000 euro passate a ruolo tra il 2000 ed il 2010. Tra queste cartelle ci sono quelle relative al bollo auto.

Cancellazioni automatiche

Una recente sentenza della Commissione Tributaria conferma che un bollo non pagato tra il 2000 e 2010 non va pagato perché cancellato d’ufficio. Come mai una Commissione Tributaria è dovuta intervenire per sancire questo se la Pace Fiscale prevede che nessun adempimento sia a carico del contribuente?
Misteri all’italiana. Infatti la legge prevede la cancellazione del debito automatica, senza che il contribuente debba effettuare alcuna richiesta, domanda o istanza.
Il problema è che prima Equitalia e adesso Agenzia delle Entrate Riscossione, continua a inviare atti di pagamento a molti contribuenti, anche riferiti a bolli auto che per data sarebbero da non pagare perché cancellati.

La legge cosa prevede?

La norma sulla cancellazione automatica delle cartelle esattoriali si riferisce a quelle di importo, comprensivo di spese, sanzioni e interessi, inferiori a 1.000 euro. La normativa specifica come la soglia di 1.000 euro va intesa come singolo tributo o tassa dovuta. In pratica, anche le cartelle cumulative, che riguardano più imposte o più anni di mancato pagamento di uno stesso tributo, se nello specifico si riferiscono a debiti che presi singolarmente sono sotto 1.000 euro, rientrano nel condono.
In pratica si tratta di un mini condono, che cancella automaticamente tutti i debiti inferiori ai 1.000 euro nei confronti degli enti della Pubblica Amministrazione.
Un condono distaccato da limiti reddituali, Isee e altre problematiche personali del contribuente. Una precisazione resasi necessaria perché per esempio, il saldo e stralcio delle cartelle prevede che vengano concessi sconti sui debiti fiscali in base a redditi dei contribuenti valutati attraverso l’Isee.

Il caso risolto dalla CTR

La Commissione Tributaria ha emanato sentenza relativa al caso di in contribuente che ha proposto appello contro una cartella da 930 euro relativa ad un bollo del 2001. Un bollo quindi, che come anno di riferimento e come importo dovuto una volta diventato cartella esattoriale, rientrava pienamente nella cancellazione automatica. La Commissione Tributaria ha dato ragione al ricorrente cancellando il debito.
Occorre ricordare infine che il condono fa riferimento all’anno in cui il bollo diventa cartella. Infatti potrebbe capitare che per un bollo non pagato nel 2007, per esempio, le procedure di imposizione di pagamento lo portino a diventare ruolo dopo il 2010. In questo caso il bollo non rientra nel condono. In altri termini, per capire se un bollo auto rientra nel condono bisogna guardare alla data in cui il debito è diventato cartella, cioè è passato dall’Ente a cui è dovuto, al concessionario della riscossione.