Autore: Giacomo Mazzarella

Banche - Deutsche Bank

8
Lug

Banche in crisi: la Deutsche Bank taglia 18.000 dipendenti ed esce dal mercato azionario

La Deutsche Bank ha annunciato il via al piano di ristrutturazione che porterà tra le altre cose ad un netto e drastico taglio di personale

La crisi delle banche sembra non guardare in faccia nessuno. Stavolta è addirittura il colosso tedesco delle banche, la famosa Deutsche Bank a fare pubblicamente capire che il periodo non è dei migliori e che bisogna pensare a soluzioni drastiche. Il 3 giugno 2019 probabilmente è stato il “giorno del giudizio” per la banca delle banche in Germania. Il prezzo in Borsa delle azioni della Deutsche Bank quel giorno arrivò a 5.807 euro, cioè al minimo storico per il colosso teutonico. E allora bisogna operare per rilanciare la banca, operando anche azioni impopolari. Christian Sewing, amministratore delegato della Deutsche Bank ha reso pubblico il lanco di un nuovo maxi progetto di ristrutturazione che altro non è che un autentico ridimensionamento sia di personale che di struttura della banca in linea generale. Ecco il punto della situazione e cosa accadrà adesso per la Deutsche Bank.

Tra 15.000 e 20.000 licenziamenti

Trapelano indiscrezioni che parlano di una netta riduzione di personale per la banca tedesca che oggi conta 91.730 dipendenti. Il taglio di cui si parla è tra le 15.000 e le 20.000 unità, con un numero che verosimilmente si assesterà intorno ai 18.000 licenziamenti. Tagli previsti entro il 2022 per dare sfogo all’ultimo tentativo possibile per far uscire quella che era la banca tedesca autentico fiore all’occhiello della finanza tedesca, dalla crisi di questi anni. Stando ai numeri che costringono i vertici di Deutsche Bank, il piano di cui si parla produrrà un esborso da 3 miliardi di euro già nel secondo trimestre 2019 con una perdita netta di 2.8 miliardi che adesso appare insostenibile. La forza lavoro della banca dovrà necessariamente scendere a 74.000 dipendenti circa.

Non solo tagli di personale

I primi effetti positivi dell’annunciato piano di ristrutturazione aziendale sono già positivi, con la Deutsche Bank che dopo la pubblicazione del progetto avvenuta domenica, ha visto salire il suo titolo in Borsa di un buon 3%, con le azioni bancate a 7.37 euro. Il piano non prevede solo la riduzione del personale ed il conseguente abbattimento dei costi del lavoratori dipendenti a libro paga dell’ Istituto di Credito. Infatti come molti quotidiani riportano, ci sarà un ridimensionamento ed anche una cessione di attività, di prodotti e di servizi reputati onerosi, poco redditizi e che producono solo perdite. Si partirà con un netto ridimensionamento del ramo investimenti, il cosiddetto CIB e collegate con la Gran Bretagna e gli USA, mentre non si intaccheranno quelle con i paesi UE come Francia, Italia, Spagna e quelli interni alla Germania stessa.
In parole povere, quella che per anni è stata la più grande banca d’Europa ridurrà la sua presenza nel regno Unito e negli Stati Uniti d’America, ridimensionando anche gran parte delle sue attività. L’obbiettivo adesso per il colosso tedesco è quello di concentrarsi sul sostegno alle imprese tedesche all’estero, lasciando da parte attività a rischio come le compravendite di azioni.