Bambino di 6 anni si ustiona davanti al camino: stava giocando con la nonna

Bambino di 6 anni si ustiona davanti al camino: stava giocando con la nonna

Un bambino di 6 anni si ustiona mentre gioca davanti al camino, finisce in ospedale

Il piccolo di 6 anni era seduto davanti al camino insieme alla nonna mentre stava giocando quando all’improvviso è stato raggiunto da alcune fiamme. Ora si trova ricoverato nell’ospedale di Pescara.

Giocava con la nonna vicino al camino: bimbo di 6 anni ustionato

L’incidente è avvenuto a Rosciano in provincia di Pescara, in una casa nella frazione di Villa Oliveti. Il piccolo è ricoverato nell’ospedale di Santo Spirito di Pescara e riporta sul corpo ustioni di secondo grado. È stato soccorso dai sanitari del 118, è stato stabilito e trasportato in ambulanza al pronto soccorso in codice rosso.

Dopo aver ricevuto le prime cure, il bimbo è stato trasferito nel reparto di Chirurgia pediatrica con prognosi di 30 giorni. Sono intervenuti anche i carabinieri delle stazioni di Alanno e Rosciano della compagnia di Penne. Secondo le prime informazioni, il bambino era seduto con la nonna vicino al camino, forse troppo vicino.

È bastato un gesto ed è stato colpito parzialmente dalle fiamme. Fortunatamente le sue condizioni di salute non sono troppo gravi e non è in pericolo di vita. Ma la paura è stata tanta, la nonna è rimasta scioccata. Il fatto è avvenuto ieri pomeriggio nella casa dove vive con la mamma. La donna si trovava in un’altra stanza. La nonna lo ha soccorso immediatamente e ha allertato i soccorsi.

Indagini in corso

Come atto dovuto, sulla vicenda è stata aperta un’indagine da parte dei carabinieri. I rilievi sono effettuati dai militari della stazione di Alanno coordinati dal capitano Giovanni De Rosa, comandante della compagnia di Penne. Da una prima ricostruzione effettuata all’interno dell’abitazione, i carabinieri escludono fatti diversi da un incidente domestico.

I riscontri effettuati confermano quindi quanto raccontato dalla nonna e dalla mamma del bambino di 6 anni, rimaste impaurite per le possibili conseguenze di quanto accaduto. Non vi sono dunque profili di responsabilità. Il bambino ora sta meglio e le sue condizioni sono monitorate costantemente dai sanitari.