Autore: B.A

Omicidio

Bambina travolta e uccisa sulle strisce pedonali, si consegna il pirata della strada

Il conducente del Suv che ha ucciso la piccola, si è costituito.

Il responsabile della morte della bambina di origine marocchine travolta da un Suv a Bagnolo Mella in provincia di Brescia, si è costituito. La vicenda che ha scosso gran parte dell’opinione pubblica italiana ha il suo responsabile.

La morte della piccola Menar

La tragedia di Bagnolo Mella, nel bresciano ha lasciato sgomenti tutti quanti. Una bambina di soli 9 anni che perde la vita investita da un grosso Suv, mentre era in giro con i genitori. Investita insieme alla mamma, mentre attraversava la strada, usando come regole vogliono, le strisce pedonali. È proprio sulle strisce zebrate che il Suv ha preso in pieno mamma e figlia, con la seconda che ha avuto la peggio.

Un incidente assurdo, per una morte altrettanto assurda. La bambina era intenta ad attraversare la strada sulle strisce pedonali in centro con i suoi genitori. Un’auto è piombata sul gruppo investendo la bimba, che con una mano teneva la bici e con l’altra seguiva sua madre. E dopo l’impatto il veicolo è ripartito, facendo perdere le sue tracce. Grazie alla ricostruzione dettata dai familiari della piccola (la madre è ferita ma non in pericolo di vita) e da alcuni testimoni, la polizia stradale ha individuato il modello del Suv.

Il pirata si costituisce

Come dicevamo, dopo aver travolto la piccola Menar, il conducente del Suv è scappato via, non si è fermato nemmeno a dare il primo soccorso alla piccola. Ma poi ha deciso di consegnarsi, di costituirsi e di prendersi le sue responsabilità. Dopo diverse ore dalla tragedia che si è consumata ieri sera a Bagnolo Mella, il pirata ha deciso di confessare.

La polizia comunque aveva già avviato le indagini, che con l’utilizzo delle telecamere a circuito chiuso avevano permesso loro di isolare il tipo di veicolo, una Chevrolet Orlando di colore grigio. Sul luogo della tragedia, per terra era stato rinvenuto anche un pezzo dello specchietto del grosso Suv, che evidentemente si era rotto nell’impatto.

Le testimonianze sottolineano come il grosso fuoristrada procedesse a velocità molto sostenuta, in un tratto di strada dove il limite è fissato a soli 50 Kmh. Le richieste della famiglia della piccola sono state esaudite. Infatti, il padre della bambina, che insieme alla sorellina di pochi mesi, è rimasto illeso, a caldo ha detto: «Abbiamo visto l’auto, ma non si è fermata. La mia bambina non me la ridarà più nessuno. Devono trovare chi è stato». Il dolore della famiglia non cambia, con la piccola ormai deceduta e con la madre, ferita in modo lieve, che è stata ricoverati all’ospedale Civile di Brescia. Ma il responsabile adesso è venuto a galla.

Tra l’altro, il conducente del Suv, un cittadino italiano, si è presentato spontaneamente in Procura a Brescia questa mattina, senza avvocato. Solo in un secondo momento, come prassi vuole, perché interrogato dal pubblico ministero Maria Cristina Bonomo, l’uomo ha chiamato il suo legale. Adesso deve rispondere di accuse pesantissime, perché all’omicidio stradale aggravato si aggiunge anche l’omissione di soccorso.