Assegno unico figli da luglio in misura ridotta da 150 euro al mese, ecco per chi e come

Assegno unico figli da luglio in misura ridotta da 150 euro al mese, ecco per chi e come

Per l’assegno unico si parte da gennaio 2022, ma da luglio agli autonomi fino a 150 euro a figlio.

Sembra ormai definitivo il fatto che per l’assegno universale per le famiglie con figli, si dovrà attendere il nuovo anno per la sua entrata in vigore. Tra ritardi nell’emanazione del decreto attuativo di quanto deciso nella legge di Bilancio entrata in vigore a gennaio e complessità dell’operazione, la data di avvio del 1° luglio verrà sicuramente disattesa.

Ma qualcosa a luglio accadrà. Infatti secondo quanto si legge sulle pagine del quotidiano “Il Messaggero”, per qualcuno a luglio ci sarà l’assegno previsto, anche se non alle cifre iniziali. Una partenza soft che riguarderà sostanzialmente quelli a cui in passato nulla o quasi era destinato alla voce benefit per figli a carico.

La partenza soft dell’assegno universale per i figli, come sarà?

L’assegno unico per le famiglie con figli a carico è misura pensata per diventare strutturale e per avere un ampio respiro, sia come platea degli aventi diritto che come durata. Ma per andare a regime la novità introdotta con l’ultima manovra di Bilancio bisognerà attendere il 2022. Infatti lo start per lo strumento è previsto a gennaio 2022.

Dal prossimo primo luglio, che era la data prestabilita per l’avvio della misura, l’assegno unico inizierà ad essere fruibile da lavoratori autonomi e disoccupati. Si tratta di alcuni tra i soggetti che fino ad oggi erano poco coperti dal punto di vista delle prestazioni per i figli a carico. Infatti si tratta di soggetti esclusi dal perimetro di applicazione di Assegni Familiari ed Assegni per il Nucleo Familiare.

Gli importi in pagamento da luglio

In base a questa ipotesi che riguarda lavoratori autonomi e disoccupati, l’importo erogato però, sarà inferiore a quello inizialmente previsto che parlava addirittura di 250 euro a figlio. In cassa ci sono i 4 miliardi di dotazione previsti nella manovra di Bilancio, che sembravano pochi per l’intera platea di soggetti a cui l’assegno era destinato, ma che adesso appaiono sufficienti per il limitato perimetro di applicazione del provvedimento.

Sembra che l’idea sia di erogare una cifra tra i 150 ed i 200 euro (più la prima però), con assegno differenziato in base all’Isee della famiglia beneficiaria, come sarà anche in futuro, con la misura a regime. Il limite di cui parla il Messaggero e che sarebbe alla base delle prime simulazioni dei tecnici è fissato a 9.000 euro, e sopra questa soglia di Isee il beneficio si andrebbe a ridurre proporzionalmente, restando sempre al di sotto dei 250 euro a figlio inizialmente previsti.

Per gli altri a cui nulla sarà erogato a luglio, resteranno le varie misure oggi previste e che l’assegno unico da gennaio andrà a sostituire depennandole dal nostro ordinamento. E si ragiona su un potenziamento di queste misure, magari aumentando l’importo degli Assegni per il nucleo familiare come “risarcimento” per il mancato avvio dell’assegno universale.