Autore: B.A

Crisi economica

5
Lug 2020

Anche in Campania strage di negozi, chiuse 20.000 attività

La crisi dopo il Covid di fa sentire, ed in meno di due mesi molte attività chiudono.

Una crisi senza precedenti, forse paragonabile solo a quella post conflitto bellico della Seconda Guerra Mondiale. Questo è tutto ciò che la terribile pandemia, il coronavirus, sta lasciando dietro di sé. Una crisi che non risparmia nessuno o quasi, una crisi globale che soprattutto sulle attività commerciali è devastante.

In Italia, da nord a sud sono molteplici le attività commerciali, dai negozi ai ristoranti, dalle aziende alle attività artigianali, migliaia le aziende italiane che hanno chiuso i battenti. Anche in Campania la situazione è drammatica. Il quotidiano «Repubblica» fa uno spaccato eloquente di ciò che si sta verificando nella Regione del governatore De Luca.

Campania, chiuse 20.000 attività, ma non è finita

Secondo «Repubblica», dalla Regione Campania arrivano notizie di oltre 20.000 negozi che hanno chiuso le saracinesche in questi 45 giorni post riaperture dopo il lockdown per il Covid-19. Si tratta di negozi che hanno provato a riaprire dopo i mesi di chiusura imposti per detonare il contagio del Covid.

Numeri enormi di attività che hanno chiuso a cui bisogna aggiungere quelle che non hanno proprio aperto, cioè che sono rimaste chiuse nonostante l’avvio della cosiddetta Fase 2. Ed inoltre, sempre dalla Campania e sempre su «Repubblica», si legge che ci sarebbero altre 47.000 aziende che si avviano alla chiusura nei prossimi mesi. I numeri della crisi del commercio della Campania sono emersi da una attenta analisi condotta da Confesercenti Campania.

Le perdite in termini di ricavi, gli scarsi aiuti del governo, i pochi clienti e una riapertura che non ha colmato le perdite dei mesi di lockdown, sono alla base di questo disastro. Proprio Confesercenti Campania, per voce del suo Presidente, Vincenzo Schiavo, ha commentato i numeri dello studio. «Le perdite delle aziende della nostra regione rappresentano cifre negative enormi maturate nel corso degli ultimi 4 mesi, ovvero nel periodo del lockdown e in questo primo mese e mezzo di riapertura. La nostra economia è in ginocchio», questo lo spaccato della situazione secondo il Presidente Schiavo.

I numeri della crisi

Da gennaio ad oggi le aziende della Regione hanno 27,8 miliardi di euro in meno di fatturato rispetto al medesimo periodo del 2019. Naturalmente il grosso del calo è stato registrato nel periodo del lockdown, con oltre 15 miliardi di calo a marzo e aprile 2020, rispetto a marzo e aprile 2019. E se il calo rispetto all’anno precedente superava il 95% a marzo e aprile rispetto al 2019, la situazione è migliorata poco nei mesi successivi, nonostante le riaperture (calo 75%).

Una crisi che ha spinto la Confesercenti a chiedere un pronto intervento dei vertici regionali, tra cui quello di avviare i saldi estivi in anticipo. I settori più colpiti da questo autentico disastro sono il commercio, dove si registra un calo di fatturato del 50% che riguarda 328.000 lavoratori che sono occupati nel comparto. Ma il settore più vessato è il turismo, con una perdita che sfiora il 100%. In crisi comunque sono pure i settori manifatturiero, dei trasporti, delle spedizioni e dell’edilizia.