Autore: B.A

Giuseppe Conte

Anche a sinistra c’è chi non ha digerito la kermesse di Villa Pamphilj

Gli Stati Generali voluti da Conte sembra trovino contestatori anche in maggioranza.

Che la kermesse voluta fortemente dal Premier Giuseppe Conte non piaccia alle opposizioni è un fatto conclamato. Lo dimostra il fatto che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno rifiutato l’invito.

Ma adesso sembra che emergano anche malumori nel centrosinistra al riguardo degli Stati Generali di Villa Pamphilj. Ne parla diffusamente il quotidiano «Il Secolo d’Italia», che titola con un eloquente: «Gli Stati generali? Baracconata costata un occhio della testa». A sinistra parte il processo a Conte, questo ciò che scrivono sul quotidiano diretto da Francesco Storace.

Stati Generali sulla graticola, adesso anche da sinistra arrivano critiche

Salvini e Meloni, rifiutando di partecipare agli Stati Generali di Giuseppe Conte hanno parlato di «passerella» e così molti la pensano, anche al di fuori dei due partiti più importanti delle opposizioni.

Tra i più critici Carlo Calenda, Presidente di Azione, nuovo soggetto politico creato dall’ex PD. Calenda è un soggetto le cui critiche sono trasversali, perché non lesina affronti e parole per il governo, per i suoi ex amici del PD, per il Movimento 5 Stelle e per tutto il centrodestra. Ed anche a Calenda gli Stati Generali non sono piaciuti.

«Un festival, una passerella. Un modo sbagliato di affrontare la crisi. Una sfilata di persone già viste nel corso dell’emergenza. Si ripetono le stesse cose, in modo generico. Alla fine esci fuori che non hai concluso nulla», queste le parole dell’ex Ministro Calenda, che ripete intervistato nella trasmissione Omnibus, sostanzialmente ciò che dice da giorni e cioè che gli Stati generali sono una «ignobile baracconata organizzata da Casalino per Conte».

Anche dai renziani critiche agli Stati Generali

Per Calenda l’Italia esce ridicolizzata dalla kermesse, ma non è il solo a criticare ciò che sta accadendo a Villa Pamphilj. Anche dall’area di Italia Viva qualche mal di pancia emerge, nonostante il partito appoggi la maggioranza.

Il renziano Gianfranco Librandi è critico e ironico al tempo stesso. «Quanto è costata la passerella di Conte? Che risultati ha prodotto questo spettacolo illusionista stile David Copperfield? L’unico effetto è stata purtroppo la delegittimazione del Parlamento, che è il luogo delle decisioni. E dunque anche del confronto con parti sociali e associazioni di categoria», queste le parole di Librandi che ha spostato l’attenzione sui conti e sulle spese della kermesse.

Non c’era bisogno secondo Librandi, degli Stati Generali, perché le audizioni delle associazioni di categoria in Parlamento, come sempre avrebbero garantito risultati migliori. E poi, ancora Librandi che tira una stilettata al Premier Conte e a tutto il Movimento 5 Stelle : «Evidentemente Conte sente troppo l’influenza antidemocratica della Casaleggio associati, non si rende conto che anche questi Stati generali rischiano di fare la fine della task force di Colao: la fiera delle ovvietà, pagata dai soldi dei contribuente in un momento drammatico, senza risvolti pratici».