Autore: B.A

Alan Kurdi: da 7 giorni la nave in mare con 150 migranti! La politica adesso non li vede?

Sta facendo discutere il caso della ONG a cui l’Italia nega il porto per via del coronavirus.

Sembrano lontani i tempi in cui l’argomento principale erano i migranti e gli sbarchi dei clandestini. Tutta la stampa, l’opinione pubblica e la politica dibatteva sul fatto che i sovranisti non volevano i migranti, il razzismo era dilagante. Discussioni accese con picchi che sono usciti fuori dalla semplice politica, con strascichi legali come il caso di Matteo Salvini con le navi Diciotti e Gregoretti.

Parlamentari sulle navi ONG, navi che speronano motovedette della Guardia di Finanza (la Sea Watch di Carola Racket), accuse di sequestro di persona. Oggi invece nulla, perché c’è il terribile Covid-19, l’emergenza sanitaria mondiale che ha assorbito tutti i discorsi a 360 gradi. Eppure c’è una nave carica di migranti che attende un porto sicuro dove scaricare i profughi recuperati nel Mediterraneo. E l’Italia nel frattempo ha chiuso i porti.

Della Alan Kurdi chi ne parla?

La nave “Alan Kurdi”, con 150 migranti a bordo, è ormai da una settimana che chiede che gli venga assegnato un porto sicuro dall’Italia. La nave si trova al largo di Linosa e Lampedusa. La richiesta di sbarco non è stata accolta dal nostro governo. Infatti da qualche giorno un decreto interministeriale, ha deciso di fatto di chiudere i porti per via dell’emergenza coronavirus. L’Italia attanagliata dalla pandemia non autorizza lo sbarco spiegando la decisione con il decreto di sospensione della classificazione di luogo sicuro per i porti italiani.

E sulla nave della ONG tedesca Sea Eye la situazione igienico sanitaria non è delle più ottimali. Lo ha dichiarato il Capitano della Alan Kurdi. Ma la Procura della Repubblica di Agrigento non ha risposto agli appelli. Fa notizia in questo senso il silenzio della politica, soprattutto quella di sinistra che da tempo si spende per la questione migranti. Un silenzio che fa rumore, come si dice sempre in circostanze come queste.

In passato la questione migranti teneva banco

Ed il silenzio della sinistra sorprende, perché all’epoca in cui il leader della Lega era titolare del Viminale, le polemiche e le sollecitazioni a far sbarcare le navi erano molte e soprattutto rapide. E nessuno dimentica le accuse di disumanità e di razzismo con cui veniva etichettato il Ministro dell’Interno di allora. Accuse e discussioni in Parlamento che portarono anche alla autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini accusato di sequestro aggravato di persone per avere ritardato di qualche giorno lo sbarco di alcuni migranti.

Ambienti di destra adesso stanno presentando il conto al governo e soprattutto a quella sinistra tanto propensa ad accogliere i migranti. Adesso il coronavirus può giustificare ed essere una motivazione valida per lasciare in mare 150 migranti che rischiano di morire annegati? Che senso ha adesso rifiutare gli sbarchi perché l’Italia non è un porto sicuro? Non lo è nemmeno la Germania di cui la Alan Kurdi batte bandiera.

Ma se prima era obbligatorio far sbarcare i migranti, anche a costo di approvare e giustificare comportamenti poco ortodossi come quelli della Rackete, perché la vita dei migranti era in pericolo in mare, perché adesso si possono tenere per così tanti giorni in attesa? E dove possono essere spediti questi migranti se nessuno Stato europeo adesso è neutro dal punto di vista del coronavirus?