Affitti: contributo a fondo perduto fino a 1.200 euro, ecco per chi è

La legge di Bilancio ha introdotto un contributo a fondo perduto per i locatori e le Entrate chiariscono la misura

La legge di Bilancio ha introdotto una importante novità che riguarda un contributo a fondo perduto per le case in affitto, o meglio, per i proprietari delle case in affitto.

Una misura che potrebbe arrivare a erogare fino a 1.200 euro di contributo a fondo perduto. Dotazioni finanziarie per la misura e platea dei beneficiari sono i punti più discutibili del provvedimento, a tal punto che le Entrate hanno dovuto produrre alcuni chiarimenti al riguardo.

Fondo perduto sull’affitto, cos’è?

Il contributo a fondo perduto sugli affitti è una misura la cui gestione è in capo all’Agenzia delle Entrate. Per questo è stato il nostro fisco a produrre gli opportuni chiarimenti.

Nello specifico il provvedimento recita testualmente che «sarà riconosciuto ai locatori di immobili ad uso abitativo, ubicati in comuni ad alta tensione abitativa, il contributo a fondo perduto previsto nel caso di rinegoziazione del canone d’affitto».

In altri termini, ai proprietari immobiliari che cedono in locazione l’immobile verrà riconosciuto un contributo a fondo perduto nel caso vada a ridurre il canone all’inquilino. Il contributo a fondo perduto sull’affitto è pari al 50% della riduzione fino ad un massimo di 1.200 euro.

I chiarimenti di Agenzia delle Entrate

La misura ha fin da subito generato alcuni dubbi interpretativi su un provvedimento di vaste proporzioni. Dubbi su cui è dovuta intervenire l’Agenzia delle Entrate che ha specificato la portata della platea dei beneficiari ed ha specificato, richiamando al testo del provvedimento, cosa potrà mai accadere dal punto di vista delle dotazioni economiche, da molti considerate insufficienti.

«Il contributo a fondo perduto per i locatori che riducono i canoni di affitto agli inquilini spetterà a tutti i contribuenti», così recita il chiarimento delle Entrate con si legge testualmente sul quotidiano «Italia Oggi».

In pratica, il locatore che riduce il canone di affitto richiesto all’inquilino, rinegoziando il contratto potrà accedere al contributo pari al 50% della riduzione di canone e fino al tetto massimo di 1.200 euro, che sia esso un soggetto Irpef o Ires.

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Mobili ad uso abitativo

Come si legge nel testo, «sarà il locatore dell’immobile a dover comunicare all’Agenzia delle Entrate la rinegoziazione del canone di locazione pattuita». Il contributo introdotto con la legge di Bilancio (ma era presente pure se in firba leggermente diversa nel decreto Ristori 4) prevede il contributo a fondo perduto per l’anno 2021, ma solo sugli immobili a uso abitativo e siti nei Comuni ad alta tensione abitativa, che sono quelli indicati in un elenco di un vecchio provvedimento del Cipe, la delibera n° 87 del 13 novembre 2003.

Fuori dal perimetro le locazioni di immobili come le scuole, gli uffici pubblici, i negozi, i oaboratori, i magazzini e così via. I soldi in cassa sono in tutto 50 milioni di euro per una platea (prendendo in considerazione il contributo massimo di 1.200 euro) che non arriva a 42.000 potenziali beneficiari. Pochi beneficiari per poche risorse, con il provvedimento però che ha una postilla secondo cui nel caso i soldi siano insufficienti in base alle richieste, l’entità e le cifre per ciascun beneficiario potrebbero essere riviste.