Autore: Davide Luciani

12
Mar

Addio a Jack Lyon: il Grande Eroe di guerra è morto a 101 anni

Jack Lyon è stato un eroe di guerra inglese, nonchè uno dei tre sopravvissuti alla Grande Fuga del 24 marzo 1944

Jack Lyon è stata una leggenda della Seconda Guerra Mondiale che in pochi conoscono al di fuori della Gran Bretagna. L’uomo è morto a 101 anni, il 12 marzo. Ma cosa aveva di tanto speciale Jack Lyon? Per chi non lo sapesse, fu uno dei tre sopravvissuti alla Grande Fuga, ovvero il tentativo di evasione di ufficiali inglesi che ispirò successivamente il film con Steve McQueen e Richard Attenborough.

Lyon era un aviatore del RAF e fu catturato dai tedeschi nel 1941 vicino Dusseldorf, quando il suo aereo fu abbattuto. Venne così rinchiuso nel campo di Stalag Luft III. Da qui, il 24 marzo 1944, 76 uomini tentarono di compiere un’evasione che rimase nella storia. Dopo aver scavato un tunnel a mani nude, quegli uomini decisero si tentare la sorte per ritrovare la libertà. Lyon rimase a sorvegliare il tunnel mentre gli altri iniziarono la fuga. Di quei 76 uomini, 73 persero la vita. Cinquanta furono ripresi e giustiziati per ordine di Hitler. A salvare la vita a Lyon fu proprio il fatto di essere rimasto indietro come lui stesso ammise in un’intervista dello scorso anno: «Se fossi uscito, probabilmente non avrei parlato con te perché le mie possibilità di tornare a casa erano praticamente nulle, non mi facevo illusioni a riguardo», disse al giornalista che lo intervistò.

Lyon non fu felice, invece della trasposizione cinematografica che vide come protagonista Steve McQueen. Due furono in particolar modo le inesattezze che lo irritarono. Anzitutto il fatto che nel film non vi siano solo soldati inglesi, ma anche americani, quando nessuno di questi partecipò all’evasione. In secondo luogo l’utilizzo di una motocicletta nella fuga, fatto del tutto romanzato e falso.

A rendere omaggio a Jack Lyon ci ha pensato l’amministratore delegato della RAFBF, Air Vice Marshal, David Murray che ha dichiarato: «Jack apparteneva a una generazione di militari che stiamo purtroppo perdendo col passare del tempo».