Abruzzo, aumento di contagi: la regione passa in zona gialla nella mappa UE

Abruzzo, aumento di contagi: la regione passa in zona gialla nella mappa UE

Nell’ultima settimana i casi di Covid sono aumentati del 23% nella regione, ma il dato dell’ospedalizzazione per ora regge

Una situazione da monitorare con molta attenzione quella che si sta presentando in Abruzzo dove la curva epidemiologica non accenna ad abbassarsi. Nella nuova mappa pubblicata dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) la regione è passata dalla zona verde a quella gialla. E’ bene ricordare che l’istantanea descritta dalla nuova mappa non comprende alcune altre valutazioni necessarie per il passaggio in zona gialla, con le annesse restrizioni.

Boom di casi in Abruzzo, ma il dato sull’ospedalizzazione regge

Ciò che è chiaro, però, è che la situazione è in peggioramento. I dati registrati dalla fondazione Gimbe sulla settimana che va dal 27 ottobre al 2 novembre ha mostrato un aumento dei nuovi positivi del +21,3%. I parametri stabiliti dal Governo Draghi restano tuttavia al di sotto della soglia di allarme. L’ospedalizzazione infatti resta stabile al 5% per le terapie intensive e questo per ora sta scongiurando la nuova stretta.

Con lo stato avanzato della campagna vaccinale, il valore fondamentale da tenere in considerazione per il passaggio in un’altra fascia è diventato quello relativo ai ricoveri e non più quello dell’indice RT. Secondo i parametri stabiliti dal Governo, il tasso di occupazione in terapia intensiva non può superare il 10%, mentre quello in area medica ha come limite il 15%.

L’infettivologo Parruti: «Oscillazione che non desta preoccupazioni, ma rischio nuove varianti ancora presente»

Il professor Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive di Pescara, non ritiene il caso di preoccuparsi per un eventuale passaggio in zona gialla: "Nel contesto in cui ci troviamo oggi è altamente improbabile che si possano avere delle dilaganti infezioni, poiché i suscettibili a una infezione grave sono pochi."

Il rischio di una nuova variante è comunque abbastanza preoccupante. Per questo la copertura vaccinale andrebbe aumentata per limitare ancora di più la circolazione del virus.

"Queste oscillazioni sono accettabili in una certa misura e non si traducono in una maggiore occupazione delle risorse sanitarie: a Pescara per esempio riusciamo a gestire, tramite le monoclonali per le persone a rischio, la maggior parte delle persone senza necessità di ricovero" ha riferito il medico.

Il Covid è ancora estremamente contagioso nonostante siamo arrivati all’87% di prime dosi: "Il numero di persone suscettibili alla malattia grave si è ridotto già, ma fino a quando non avremo idealmente completato il ciclo di vaccinazione i vaccinati potranno comunque ammalarsi, anche se in maniera lieve".

I dati rilevati in Israele, dove la popolazione si è sottoposta già alla terza dose, hanno sottolineato l’importanza di un nuovo richiamo: "Le persone protette da tre dosi che possono contare su un buon sistema immunitario potrebbero diventare capaci di avere solo una infezione asintomatica, breve e non contagiosa." ha specificato l’infettivologo.