Autore: B.A

Fisco

24
Gen

730, detrazioni a rischio per via del blocco ai contanti

Si potranno scaricare solo le spese pagate con strumenti elettronici e questo è un problema secondo la Consulta dei Caf

Le detrazioni che i contribuenti dovranno inserire nella dichiarazione dei redditi 2021, potrebbero essere a rischio per molti. Il prossimo anno in tanti rischiano di vedersi negare o ridurre l’importo del rimborso fiscale per via del fatto che le spese sostenute durante tutto il 2020, devono essere pagate con strumenti tracciabili.

Ad esclusione delle spese in farmacia o presso strutture sanitarie pubbliche o private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, tutte le altre dovranno essere pagate con bancomat, carta di credito, carte prepagate, assegno, bonificoo bancario o bonifico postale, cioè con strumenti di pagamento tracciabili.

In assenza di pagamento di questo tipo, niente detrazione del 19%. Pur se in accordo con la novità introdotta dalla legge di Bilancio, la Consulta Nazionale dei Caf ha esposto un problema che si sta manifestando e cioè il fatto che molti contribuenti continuano a pagare tutto in contanti.

Scarsa informazione e problematiche tecniche

La Consulta dei Caf ha chiesto un intervento dell’Agenzia delle entrate e del Ministero dell’Economia affinché si trovi in modo per rendere meno drastico l’impatto della novità. Una richiesta di intervento motivata dai dati dell’osservatorio dei centri di assistenza fiscale che hanno sottolineato il problema di cui parlavamo in precedenza.

O per scarsa conoscenza della novità normativa o per problematiche relative al non ancora a regime sistema ( molte attività professionali, commerciali e così via non si sono ancora attrezzate con pos e altro), molti contribuenti continuano a pagare in contanti le spese che sostengono ed alla lunga, continuare così, significa perdere molte detrazioni per il prossimo anno.

Sono stati i due coordinatori della Consulta, come spiega bene un articolo del qui «Il Sole 24 Ore» a sollevare perplessità e chiedere aiuto al Ministero. Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, questi i coordinatori della Consulta Nazionale dei Caf che hanno alimentato preoccupazione per via delle probabili problematiche che la novità produrrà per l’anno venturo.

Cosa propone la Consulta dei Caf

Secondo i Caf, per i contribuenti esiste il diritto all’accesso delle agevolazioni fiscali e le detrazioni dall’Irpef sono uno di questi diritti. Per questo motivo, dopo aver già avuto un confronto con le Entrate, la Consulta a nome di tutti i Centri di Assistenza Fiscale da lei rappresentati, ha chiesto l’intervento del Ministero dell’Economia. La richiesta della Consulta è chiara e verte su una maggiore agevolazione per i cittadini a recepire queste importanti novità.

I Caf chiedono un periodo transitorio, della durata di almeno 2 mesi, in cui anche i pagamenti per contanti siano ammessi ai fini delle detrazioni. Tra le altre cose, la richiesta della Consulta è motivata da ciò che prevede lo Statuto dei contribuenti che prevede, in caso di novità normative, che venga concesso un lasso di tempo affinchè tutti assorbano le novità e correttamente si adeguino.

Una cosa simile fu fatta anche per il cosiddetto scontrino parlante, quando vennero dati 6 mesi di tempo affinchè, le farmacie tutte si adeguassero al rilascio dello scontrino con sopra il codice fiscale del contribuente che sopportava l’onere della spesa. In questo caso era il 2007 ed il Ministero dell’Economia consentì ai contribuenti di poter scaricare anche gli scontrini non parlanti per i 6 mesi successivi alla sua entrata in vigore, cioè dal 1° luglio 2007 al 31 dicembre 2007.