Autore: Luca Macaluso

Salute - Alimentazione - Metabolismo

Perché il sushi crea dipendenza? Ecco l’incredibile verità

Il sushi è una moda ma anche un alimento che mangiato spesso crea dipendenza. Perché accade questo?

Il sushi è un piatto tipico orientale amato da molti, che negli ultimi anni è diventato una vera e propria tendenza. Sono infatti moltiplicati i ristoranti giapponesi che offrono la formula all you can eat a base di sushi. Il sushi è un piatto prevalentemente composto da pesce crudo, riso e alghe. Nello specifico quando ordiniamo un sushi ci verrà servita una portata di bocconcini di riso combinati con differenti tipologie di pesce, di alghe, di uova e di verdure.

Ci sono poi altre apprezzate varianti che sono l’uramaki, un rotolino di riso e sesamo con polpa di granchio, avocado e cetriolo, il temaki, un cono di alga nori con all’interno riso, pesce o verdure, il nigiri, un rotolino aperto, l’oshi tagliato a fettine, il sashimi che è solo pesce crudo e la tempura, una gustosa frittura.

Mangiare sushi ha portato la maggior parte delle persone che hanno questa abitudine a sviluppare una vera e propria dipendenza. Come mai accade questo?

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La dipendenza da sushi

I piatti a base di sushi creano dipendenza a causa dei loro ingredienti, che svolgono un’azione particolare sull’organismo. Il riso presente all’interno delle preparazioni di sushi, viene cotto con una base di aceto che provoca nel sangue un picco glicemico. Gli zuccheri mandano al cervello un segnale di richiesta ulteriore, come se non se ne potesse fare a meno.

Se gli zuccheri non vengono bruciati in fretta dal metabolismo, nel corpo verranno prodotte grandi quantità di insulina. L’insulina a sua volta libererà il triptofano, sostanza che verrà scissa nella serotonina, il cosiddetto ormone della felicità. In questo modo, per capirci, più o meno l’effetto sarà il medesimo che dà l’assunzione di cioccolato. Ma non è finita qui.

Le alghe, altri ingredienti che si usano per preparare il sushi, contengono il glutammato di sodio, che esalta la sapidità mettendo in moto i cinque sensi. Il pesce è poi un afrodisiaco in grado di stimolare la terminazione nervosa. Per tutti questi motivi, mangiare sushi provoca felicità, allegria e buon umore.

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Conclusioni

Abbiamo dunque capito i motivi per i quali il sushi crea dipendenza a chi lo mangia spesso. Ma questo è un male? Diciamo che il termine dipendenza non ha mai un’accezione positiva. Il consiglio è sicuramente quello di non abusare di sushi ma questo è un comportamento alimentare che va tenuto anche con il resto del mangiare in generale. Mangiando sempre le stesse cose e in grandi porzioni, possiamo creare problemi all’organismo in termini di eccesso di nutrienti pericolosi.

Nel caso del sushi dobbiamo poi stare attenti alla qualità del pesce e alla preparazione del piatto secondo precise regole di igiene alimentare, onde evitare intossicazioni. I soggetti allergici devono poi fare molta attenzione a mangiare sushi.