Mascherine obbligatorie: cosa potrebbe cambiare dopo il 15 giugno

Mascherine obbligatorie: cosa potrebbe cambiare dopo il 15 giugno

Ne ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Salute Roberto Speranza

La quotidianità racconta come questa sia la fase più vicina alla normalità da quando il Covid esiste. Non è, però, ancora il tempo del «liberi tutti». Tuttavia, all’orizzonte potrebbero essere previsti nuovi allentamenti. Questo è quello che si evince dall’intervista che il ministro della Salute Roberto Speranza ha rilasciato al Corriere della Sera del 28 maggio. Nella circostanza è emerso in particolare cosa potrebbe accadere dopo il 15 giugno.

Dove saranno tolte le mascherine del 15 giugno

«Terremo - ha spiegato l’esponente del governo - le mascherine nei presidi sanitari, mentre sicuramente le toglieremo nei cinema e nei teatri». Passaggio a parte, invece, per un altro ambito su cui da sempre si mostra grande attenzione. «Quanto ai mezzi di trasporto - ha precisato - valuteremo, la Germania ha prorogato l’obbligo a settembre, il Regno Unito invece lo ha tolto».

Mascherine a scuola, l’auspicio dell stop all’obbligo per l’anno prossimo

Oltre il 15 giugno si potrebbe andare anche per gli atti finali dell’anno scolastico. Il riferimento è, ovviamente, agli esami di terza media e a quelli di maturità. Speranza ha ricordato che il decreto preveda l’obbligo di mascherine fino alla fine dell’anno scolastico. «Come ha detto il presidente Draghi - ha spiegato Speranza - l’auspicio di tutti noi è che l’anno prossimo ci siano condizioni epidemiologiche favorevoli, che ci facciano superare anche quest’obbligo».

Cosa accadrà in autunno e l’importanza del vaccino come scudo

Superata l’estate, ci si pone il dubbio se si dovrà nuovamente tornare a fare i conti con i problemi generati dal Covid. «Gli scienziati - ha spiegato il ministro - ritengono possibile una ripresa della circolazione del virus, ma l’Italia ha uno scudo forte». La protezione, come ha ricordato Speranza, è garantita dal fatto che oltre il 90% delle persone con più 12 anni «ha completato il ciclo primario di vaccinazione». Da un lato, dunque, si può guardare «con fiducia» all’autunno, dall’altra non si può pensare che il Covid sia stato archiviato o sconfitto.

Sull’ipotesi quarta dose per tutti ci sono diverse cose da tenere in conto

E su questo fronte potrebbe dover essere affrontata anche la questione relativa all’ipotesi quarta dose per tutti. «Il mio appello ai più fragili - ha spiegato Speranza - è di non aspettare e di fare il secondo booster, perché le persone che perdono la vita per il Covid hanno un’età media sopra gli ottant’anni. La quarta dose può salvare molte vite».

Per quanto riguarda, invece, tutti gli altri ad ottobre saranno fatte delle valutazioni, anche rispetto alla possibilità che possano esserci dei preparati aggiornati ad Omicron. A quel punto si valuterà il modo di agire rispetto ad altre categorie. Non resta, dunque, che fidarsi della scienza.