Autore: Luca Macaluso

Alimentazione

Il formaggio brie contiene lattosio? Ecco la risposta

Il formaggio brie contiene lattosio, anche se per come è prodotto, solo in piccola quantità.

Un formaggio di origine francese è ormai diventato molto popolare anche in Italia. Si tratta del formaggio brie, che prende il nome della zona da cui è prodotto in territorio transalpino. Il brie è un formaggio di latte di vacca crudo. Si presenta con una crosta al cui interno c’è una pasta molle. Si tratta di un formaggio a stagionatura corta.

Molti hanno dei dubbi circa la presenza di lattosio nel formaggio, che lo renderebbe non utilizzabile per chi ha intolleranze a questo elemento, come i celiaci. Vediamo nel dettaglio di fugare ogni dubbio su questo tipo di alimento, ben consci che il parere di un nutrizionista sia sempre consigliato.

Come si usa il formaggio brie?

Il formaggio brie può essere mangiato anche con la crosta, nonostante questa si formi durante il breve periodo di stagionatura per via dell’attacco di un fungo che è la causa anche della muffa che caratterizza questo formaggio. Muffa quindi che non produce danni al nostro organismo. Infatti la crosta si forma in seguito al trattamento con muffe speciali del genere Penicillium.

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Questa muffa forma una patina esterna bianca sulla crosta del formaggio, ma non è dannosa per la salute. In base ad alcuni studi però, occorre fare attenzione. Il consumo di formaggio brie infatti, è sconsigliato in caso di gravidanza perché la muffa superficiale e la predisposizione del formaggio ad alloggiare altri tipi di microorganismi, potrebbe causare danni alla gestazione.

Questo formaggio si sposa bene in diverse preparazioni culinarie e può essere consumato anche al naturale. Il brie in genere va mangiato crudo ed anche in molte preparazioni culinarie, è sempre crudo che si consuma. Per le donne in stato interessante, occorre sapere che il brie è risultato predisposto ad ospitare Listeria monocytogenes, un batterio responsabile di un tipo di tossinfezione alimentare potenzialmente nocivo per il feto.

Caratteristiche Nutrizionali del formaggio brie

Dal punto di vista nutrizionale, il formaggio brie è un formaggio che contiene massimo il 27% di lipidi e pertanto è considerato un alimento semigrasso. Resta comunque un alimento piuttosto calorico, vista la sua ricchezza di trigliceridi e proteine. Si tratta di un formaggio piuttosto delicato, perché va conservato sempre in frigorifero e solo per pochi giorni. Il brie contiene in media il 48-49% di acqua, il fino al 27% di grassi, il 20% di proteine e il 4% di sali minerali.

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In pratica, il brie apporta notevoli quantità di proteine ad alto valore biologico, calcio, fosforo, vitamina A e vitamina B2, ma essendo grasso è sconsigliato nelle diete dimagranti. Il sodio aggiunto al formaggio durante la sua lavorazione lo rende potenzialmente dannoso per i soggetti affetti da ipertensione.

Brie e lattosio, cosa bisogna sapere?

Molti sono i formaggi privi di lattosio. Una cosa strana ma scientificamente provata, perché nella fase di fermentazione, il lattosio viene eroso dai batteri e trasformato in acido lattico. Durante la stagionatura poi, la restante parte di lattosio viene completamente distrutta. Formaggi a lunga stagionatura quindi sono perfettamente privi di lattosio e pertanto, possono essere consumati anche da soggetti intolleranti come i celiaci.

Sul brie abbiamo già detto che la stagionatura è breve e pertanto, i rischi di presenza di lattosio non sono nulli. Il brie fa parte della categoria di formaggi, non stagionati, o a stagionatura breve, che presentano comunque un contenuto ridotto di lattosio. Infatti questi tipi di formaggi, sono ricchi di batteri lattici che riducono il lattosio nel prodotto.

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Ecco perché anche il celiaco può usare il brie, ma solo in piccole dosi e soprattutto, chiedendo consiglio al medico che può valutare in base allo stato di salute del soggetto interessato ed alla quantità di enzima lattasi rimasta attiva nell’organismo.