Autore: Luca Macaluso

Salute

19
Mar

Glicemia bassa, ecco i campanelli di allarme da non sottovalutare

Ecco come ci si accorge di avere la glicemia bassa, segnali, sintomi e cosa bisogna fare

Si chiama ipoglicemia o glicemia bassa ed altro non è che un repentino abbassamento della concentrazione di glucosio nel sangue di un individuo. Si tratta di un evento comune a molti individui e potenzialmente molto pericoloso. La glicemia bassa è per esempio, molto frequente in soggetti affetti da diabete. In parole povere, si tratta di un abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue e come si sa, gli zuccheri non sono altro che il carburante nel nostro corpo.

Gli zuccheri forniscono energia ed è evidente che calando come concentrazione nel nostro sangue, l’organismo non riceve il carburante necessario a svolgere al meglio le sue funzioni. Vediamo come ci si accorge di avere un la glicemia bassa e tutto quello che bisgona sapere per non rischiare nulla.

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Un evento che può accadere anche a soggetti privi di patologie

L’ipoglicemia è assai frequente in molte persone, anche più di quanto si possa immaginare. Le fasi della giornata in cui sovente capitano questi abbassamenti di zucchero sono nell’intervallo fra i pasti e la notte. Molteplici e differenti le cause che possono scatenare questo abbassamento di glucosio.

Una dieta sbagliata, pasti ad orari errati, attività fisica faticosa, insulina o farmaci assunti in maniera errata possono essere la causa di questo disturbo. La ipoglicemia non arriva improvvisamente, ma lancia al nostro organismo alcuni segnali, cioè alcuni campanelli di allarme. Tipici segnali sono debolezza e stanchezza, vista offuscata, fame improvvisa ed eccessiva, mal di testa e tremori.

Cos’è l’ipoglicemia?

Si parla di glicemia bassa o ipoglicemia quando i livelli di glucosio (zuccheri) nel sangue scendono al di sotto dei 60-70 mg/dl. Le maggiori oscillazioni di glicemia si hanno dopo un pasto, soprattutto se abbondante o dopo il digiuno, soprattutto se prolungato. In linea generale mangiare troppo produce l’effetto contrario, cioè un aumento del livello di zuccheri nel sangue, ed in questo caso si parla di iperglicemia. Il digiuno invece provoca l’ipoglicemia che però il nostro corpo da solo riesce a contrastare spesso.

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Nel nostro organismo ci sono riserve di glucosio che vengono liberate quando si fa digiuno, ma non sono interminabili e così spesso, un organismo passa ad usare i lipidi per sopperire al fabbisogno energetico del corpo, che gli zuccheri mancanti non possono dare. Durante la giornata oscillazioni di glucosio nella forbice che va dai 60 ad 160 mg/dl sono considerate normali.

Sintomi della ipoglicemia

Come dicevamo, tremori, mal di testa, fame intensa, debolezza e stanchezza sono campanelli di allarme ma anche sintomi di un abbassamento del livello di zuccheri nel sangue. Tra i sintomi però si possono avere anche pallore, palpitazioni, scialorrea, convulsioni e perdita della vista. In molti soggetti l’abbassamento del glucosio nel sangue provoca formicolii, eccessiva sudorazione, sonnolenza, ansia ed anche svenimenti e perdite di conoscenza.

Addirittura, se non si interviene subito, l’ipoglicemia può portare al cosiddetto coma ipoglicemico. Studi alla mano, questo stato di coma sopraggiunge quando il livello di zuccheri nel sangue scende sotto 20 mg/dl. La comparsa di questi sintomi è variabile da individuo a individuo, in base a tanti fattori tra cui la tolleranza individuale ad un basso valore glicemico nel sangue. In linea di massima comunque, quando compaiono i primi sintomi associati all’ipoglicemia, è necessario agire tempestivamente.

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Un primo intervento potrebbe essere quello di interrompere l’attività che si sta svolgendo, sedersi e assumere una bustina e mezzo di zucchero classico, magari sciolta in acqua. In alternativa, una caramella, un succo di frutta o qualsiasi altra cosa zuccherata, perché servono non meno di 15 grammi di zucchero per dare sollievo ai primi sintomi dell’ipoglicemia.