Alitalia, cosa succede e cosa aspettarsi. Arriva il commissariamento?

Alitalia è di nuovo in crisi e questa volta lo Stato è deciso a non mettere mano al portafoglio, dopo gli ultimi fallimenti. Ecco cosa succede ad Alitalia e cosa dovremmo aspettarci nei prossimi giorni.

La crisi di Alitalia torna a farsi sentire più forte di prima e questa volta lo Stato abbandona la compagnia di bandiera e nega un salvataggio di stato. Arriva poi il No al piano dei tagli e al programma di rilancio e il cda dell’azienda si riunisce così in fretta per riuscire a trovare una soluzione.

Allo stato attuale delle cose ogni tipo di ricapitalizzazione è possibile, dal momento che l’azienda si trova sull’orlo del baratro. Nel frattempo si attende l’assemblea dei soci, che si riunirà il 27 aprile 2017 e che deciderà le procedure per proporre una nazionalizzazione della compagnia.
Ma il Governo non sembra essere d’accordo sulla questione e da più parti si afferma che lo stato non è più disposto ad aiutare Alitalia.

Dopo il No sul preaccordo per il salvataggio, adesso si passerà al commissariamento, che potrebbe avvenire già il 27 quando si riunirà l’assemblea dei soci. Vediamo adesso cosa sta succedendo in Alitalia e quali sono le strategie per il futuro.

Alitalia, torna la crisi: ecco cosa sta succedendo

Nel 2015 Alitalia fu salvata grazie anche a Etihad con cui fondò una compartecipata,Alitalia Sai. La situazione dopo questa mossa sembrava essersi risolta e la compagnia essere meno a rischio crollo.
Dopo pochi anni però arriva la terza crisi di Alitalia, che sembra essere la peggiore della sua storia.

La compagnia, dicono da più parti, ha infatti errato la sua strategia, puntando soprattutto sui voli interni al paese e non creando una strategia idonea per i voli fuori dall’Italia.
La decisione ha così portato ad Alitalia pochi passeggeri, tratte sempre vuote e soprattutto ricavi bassissimi. Nel 2016, un anno in cui le compagnie aeree hanno fatturato bene, Alitalia ha invece avuto un risultato negativo.

Il bilancio del 2016 si Alitalia si è infatti chiuso con un buco di 600 milioni di perdite. I soldi per il salvataggio di Alitalia negli anni sono stati molti, ma ciclicamente l’azienda si trova nelle stesse condizioni e non sembra che questa volta lo Stato sarà disposto a pagare ancora.
In più nella giornata di ieri il 67% dei dipendenti Alitalia ha votato No al referendum per decidere per la nuova ricapitalizzazione, che avrebbe portato “capitale da 2 miliardi, compresi oltre 900 milioni di nuova finanza”.

I dipendenti avrebbero dovuto però subire una decurtazione dello stipendio (che sarebbe stata dell’8%), che invece è perfettamente in linea con quello delle altre compagnie di bandiera. Si giunge così al passo successivo e il Cda chiede l’arrivo di un’amministrazione straordinaria.
Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo economico, ha così commentato la questione al TG3:

La cosa più plausibile è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di 6 mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione. Se ci saranno aziende interessate a rilevarla, è prematuro dirlo.

Alitalia di nuovo in crisi: quali scenari per il futuro?

Le prospettive per il futuro di Alitalia non sono delle migliori, dal momento che lo stato non è disposto ad aprire alla nazionalizzazione. Una delle soluzioni sul piatto è quello che si metta in atto un prestito ponte, ossia un prestito che in pochi mesi verrà poi rinegoziato.
Ci sono infatti da prendere in esame anche i rigidi criteri che detta Bruxelles per la questione e che non lasciano grandi spazi di manovra.

All’inizio di maggio ci si attende la nomina di tre commissari, che al momento potrebbero essere: Enrico Laghi;Aristide Police o Stefano Ambrosini. Lo scopo di questi commissari sarà quello di ridimensionare Alitalia, rendendola una compagnia più piccola, che possa poi essere appetibile per altre compagnie e essere quindi acquistata.

Sulle pagine de Il Sole 24 Ore Andrea Giuricin, professore di Economia dei trasporti dell’Università Bibocca di Milano, spiega in modo chiaro e compensibile a tutti quello che si vorrebbe attuare con il ridimensionamento di Alitalia:

Il commissario dovrà riuscire a garantire l’equilibrio gestionale tagliando rotte e voli. Alitalia sarà una compagnia più piccola, potrebbe far gola ad altri operatori come accadde per la belga Sabena, dal cui fallimento è nata Brussels Airlines, di cui è principale azionista Lufthansa

Si dovrà attendere la giornata di domani, durante la quale è stabilita la prima assemblea dei soci e poi il 2 maggio, momento in cui si terrà la seconda, per conoscere le decisioni del Cda.