Autore: Alessandro Bovo

Governo

11
Mar

Trovata l’intesa con le Regioni per i navigator: dimezzati i posti

I navigator saranno gestiti dalle Regioni, ma il loro numero è stato dimezzato: 3.000 anziché 6.000

Il governo ha trovato l’intesa con le regioni sui navigator, ovvero le figure professionali che dovranno guidare i beneficiari del reddito di cittadinanza nella ricerca di un lavoro. Dal numero iniziale di 6000, però, si dimezzano:saranno solamente 3000. Ad approvare la proposta è stata la Conferenza delle Regioni, che ha accettato la nuova regola all’unanimità. Saranno le stesse regioni, a quanto sembra, a decidere le regole con cui istruire i navigator. La proposta sarà inserita con un emendamento nel cosiddetto Decretone, che in questi giorni tiene occupata la Camera dei Deputati.

Grande soddisfazione da parte dei governatori delle regioni italiane, presenti alla Conferenza. Il presidente dell’organo, il governatore della Liguria Francesco Toti, ha spiegato che alla fine il governo ha finalmente capito le esigenze delle regioni, e ha quindi inquadrato le difficoltà che avrebbero creato dei seri problemi. Con questa autonomia, potranno gestire meglio la situazione.

Ad oggi, le domande per il reddito di cittadinanza sono 141.109. Di queste, la maggior parte provengono da una domanda fatta attraverso Poste Italiane (circa 120.000), mentre solamente le rimanenti 21.000 sono state fatte online. Al primo posto come numero di domande si pozione la Campania, con 18.832 richieste. Poco sotto la Lombardia, con circa 200 domande in meno, a 18.616. Con 15.994 al terzo posto c’è la Sicilia, poi il Lazio con 13.367 richieste e infine il Piemonte, con 13.056.

Ma il reddito di cittadinanza, anche se già partito, ancora non convince del tutto i tecnici di Montecitorio. Anche oggi, infatti, sono tornati a evidenziare il fatto che dovrebbero capire meglio i numeri definitivi di quanti faranno domanda, chi otterrà il sussidio e soprattutto i costi totali del provvedimento. “si evidenzia che la relazione tecnica non fornisce elementi utili alla verifica della stima dei fabbisogni di spesa a cui le medesime risorse sono destinate” spiegano i tecnici nella loro relazione.
Richiedono quindi i numeri stimati, per capire se lo Stato riuscirà a far fronte alle spese: "Andrebbero quindi acquisiti dati ed elementi circa il numero dei destinatari, il loro costo unitario in relazione al profilo di inquadramento, tenuto conto degli automatismi diretti e indiretti, nonché riguardo agli altri elementi quali le correlazioni con lo stato giuridico ed economico di categorie o fasce di dipendenti pubblici”.