Autore: Alessandro Bovo

Parlamento

10
Mar

Tav, Giorgetti: la parola al Parlamento per l’approvazione

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti chiede che il blocco o l’approvazione della TAV venga decisa dal Parlamento.

Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, il passaggio parlamentare per decidere se continuare o bloccare i lavori della TAV non costituirebbe un problema per il Governo. Da Lucia Annunziata, infatti, nel corso della trasmissione «Mezz’ora in più», ha spiegato che il progetto della TAV non può essere deciso da un Consiglio dei Ministri, bensì dal Parlamento. Quindi, il braccio di ferro tra i due vice-premier non sarebbe stato vinto da nessuno, anche se specifica che «Hanno approvato le nostre proposte».

«Ricordatevi che per fermare definitivamente la Tav occorre un passaggio parlamentare perché si tratta di un Trattato internazionale approvato dal Parlamento e né Conte né il Cdm può prendere decisioni sopra il Parlamento». Queste le parole del sottosegretario leghista, domenica pomeriggio, che ha anche specificato che il premier Conte non intende bloccare la TAV, ma ridiscuterla, anche in presenza del governo francese. Assieme a quest’ultimo, Conte dovrà esaminare l’analisi costi-benefici, e capire perché l’Italia dovrebbe pagare più della Francia per la realizzazione del progetto.

Escludendo le elezioni anticipate in caso di mancato accordo, Giorgetti ha speso qualche parola anche per commentare la frase di Marco Travaglio, dopo l’incontro di sabato tra Conte, Di Maio e Salvini, quando aveva scherzato dicendo che il leader della Lega era stato «messo a cuccia». Il sottosegretario ha risposto: «Salvini non è tornato a cuccia, ha visto accogliere le nostre proposte, quelle che avevamo messo sul tavolo».

Intanto, dalle opposizioni arriva l’accusa che il Governo Conte ha preso tempo ancora una volta, per evitare di dare una risposta definitiva prima delle elezioni europee. Cosa accadrà dopo il 26 maggio, ad oggi, è un mistero. Di certo, una decisione definitiva sulla TAV non potrà più essere rimandata, e si vedrà se Matteo Salvini deciderà di chiudere la collaborazione con i grillini, aprendo una crisi di governo, oppure scendere a patti con Di Maio, anche se le idee dei due leader sono assai diverse sulla questione.