Pensioni 2021: dal 1954 al 1963, tutte le misure per anno di nascita

Pensioni 2021: dal 1954 al 1963, tutte le misure per anno di nascita

Una tabella con tutte le vie di uscita dal lavoro da chi è nato nel 1954 a chi è nato nel 1963.

Adesso che la legge di Bilancio ormai sembra ben definita sul pacchetto pensioni, con Ape sociale e Opzione donna che saranno prorogate al 2021, senza grandi novità a livello di requisiti e platee dei beneficiari, rispetto ad oggi, si può abbozzare la tabelle delle uscite 2021.

In pratica, si può definire chi e quali lavoratori potranno uscire dal lavoro e con quali misure, naturalmente in base all’anno di nascita. Dalla pensione di vecchiaia a quella anticipata, dalla quota 100 alle due misure di cui parlavamo prima, le possibilità dio uscita sono molteplici.

Pensione 2021 nati nel 1954

I nati nel 1954 sono i soggetti che nel 2021 compiranno l’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia. Per loro inutili le misure di anticipo pensionistico, gli scivoli e le deroghe perché insieme all’età anagrafica, basteranno 20 anni di contributi per andare in pensione. Senza i 15 anni bisogna vedere se si rientra in una delle tre deroghe Amato o nell’opzione Dini, misure per le quali bastano 15 anni di contributi.

Pensione 2021 nati nel 1955

Per chi è nato nel 1955, la pensione di vecchiaia non può essere centrata perché manca il requisito anagrafico dei 67 anni. Detto questo, evidente che per questi lavoratori la via di pensionamento deve essere differente per il 2021, sempre se possibile.

Se addetti alle mansioni gravose, ma con 30 anni di contributi e non 20, c’è la possibilità di accedere alla pensione con 66 anni e 7 mesi di età. Si tratta della pensione di vecchiaia per i lavori gravosi che non hanno subito l’inasprimento dei 5 mesi per le aspettative di vita.

Una possibilità in più di pensionamento per chi riesce nel 2021 a completare 66 anni e 7 mesi di età. Naturalmente possibile anche uscire con tutti gli scivoli di cui parleremo dopo quando si arriverà all’anno di nascita da cui partono le possibilità di pensionamento per quota 100, Ape sociale, Usuranti, Opzione donna e così via.

Pensione 2021 nati nel 1956

Per chi è nato nel 1956 e quindi per chi nel 2021 avrà 65 anni di età, oltre alla pensione di vecchiaia 66,7 prevista per i gravosi e gli usuranti, si potrà uscire con la quota 100 se contestualmente si raggiungono i 38 anni di contributi versati. Infatti bastano 62 anni di età per poter sfruttare l’ultimo anno di funzionamento di quota 100. Possibile anche l’Ape sociale che parte dai 63 anni e se lavoratrici, Opzione donna.

Pensione 2021 nati nel 1957

Anche per loro valgono le stesse potenziali vie di uscita per i nati nel 1956. Per chi è nato nel 1957 però c’è la possibilità di lasciare il lavoro anche con 64 anni di età. Si tratta della cosiddetta pensione anticipata contributiva, destinata ai contributivi puri, cioè a chi ha iniziato a versare contributi a partire dal 1° gennaio 1996. Questi lavoratori possono uscire dal lavoro con 64 anni e con un minimo di 20 anni di contribuzione ma solo se la pensione liquidata è pari ad almeno 2,8 volte il valore dell’assegno sociale vigente.

Pensione 2021 nati nel 1958

Si tratta dell’anno di nascita da cui parte l’Ape sociale. Per chi compie 63 anni di età nel 2021 le prospettive sono fondamentalmente due, cioè la quota 100 e l’Ape sociale. Per rientrare nell’Ape sociale servono 63 anni di età e 30 di contributi ma solo se si è disoccupati, caregivers o invalidi. 36 anni di contributi per i lavori gravosi.

Pensione 2021 nati nel 1959

Chi è nato nel 1961 invece è il profilo da cui parte la quota 100, misura che come detto si può centrare dai 62 anni di età con almeno 38 anni di contributi versati.

Pensione nati nel 1960 solo se usuranti

Per i nati nel 1960 invece si può accedere alla pensione con lo scivolo usuranti e notturni, a condizione che oltre ad aver completato 61 anni e 7 mesi di età, ci siano anche 35 anni di contributi versati e il completamento della quota 97,6.

Pensione nati nel 1961, nel 1962 e nel 1963

Per chi invece è nato in questi anni, le possibilità di uscita si riducono alla pensione anticipata ed alla quota 41, misure che non prevedono limiti di età e che a dire il vero sono aperte a tutti i lavoratori a prescindere dalla data di nascita (anche per quelli di cui abbiamo parlato in precedenza). Per le anticipate, servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Con 41 anni di contributi invece se disoccupati, invalidi, caregivers e gravosi, si accede a quota 41. Per le donne invece aperto il Regime sperimentale donna, la cosiddetta Opzione donna. Per le donne si apre nel 2021 all’uscita con 58 anni di età se dipendenti e 59 anni di età se autonome. Nel 2021 serviranno anche 35 anni di contributi versati. Requisiti anagrafici e contributivi da centrare entro il 31 dicembre 2020.