Autore: B.A

Pensione

Pensione badante: quando bastano pochi anni di contributi per andare in pensione

Quale pensione può ottenere la badante con pochi anni di contributi versati? La guida.

Anche i lavoratori domestici hanno diritto al versamento dei contributi presso il Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti Fpld dell’Inps. Durante i periodi di assunzione, badante, colf e collaboratore domestico in genere, a prescindere dalle mansioni svolte, hanno diritto al versamento dei contributi alla pari di qualsiasi altro lavoratore dipendente. E i contributi sono molto importanti nel momento in cui il lavoratore deve andare in pensione, sia per il calcolo della pensione che per il diritto ad accedervi. Nel settore domestico però, esistono problematiche sia illecite che legali, che penalizzano i lavoratori.

Badanti, pensioni e contributi, le problematiche

In linea di massima il lavoro domestico tutto è tranne che una attività che gode di continuità. Inoltre, i contributi sono commisurati allo stipendio. Questi aspetti insieme al lavoro sommerso producono un effetto particolare. Molte lavoratrici del settore domestico si trovano con estratti conto contributivi scarni come anni di versamenti e valore dei versamenti. Ma esistono misure pensionistiche che consentono a badanti e colf di accedere alla pensione anche con pochi anni di versamenti. È quello che si legge sul sito di informazione legale «laleggepertutti.it».

In Italia ormai vige il sistema contributivo delle pensioni, cioè le pensioni vengono calcolate con il sistema contributivo. Un metodo che prevede la liquidazione delle pensioni in base al montante contributivo di ciascun lavoratore, cioè sul totale del valore dei contributi previdenziali versati. Solo per chi ha una carriera lavorativa iniziata prima del 1996, il calcolo della prestazione può godere del più vantaggioso sistema misto, in parte contributivi ed in parte retributivo, in base agli anni di versamenti antecedenti il 1996.

Dal punto di vista dell’ammontare degli anni di contribuzione invece, il fatto che per sua stessa natura, il lavoro domestico è una attività discontinua, stesso non permette ai lavoratori di accumulare montanti contributivi di elevata lunghezza in anni.

TI POTREBBE INTERESSARE: Ecco cosa accade se il datore di lavoro non versa i contributi Inps

Pensione badanti, le misure disponibili

Il lavoratore domestico che ha versamenti all’Ago, cioè all’Assicurazione generale obbligatoria Inps può cumulare i versamenti con quelli effettuati in qualità di assistente familiare, anche per ottenere un’unica pensione. Una cosa che pochi sanno è che fanno parte dell’Ago, anche i versamenti presso il Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti, nel quale confluiscono, naturalmente anche i contributi delle badanti, delle colf e delle baby sitter per esempio.

La badante che si trova con pochi anni di contributi può accedere alla pensione di vecchiaia contributiva. Infatti la badante può ottenere una pensione anche non raggiungendo il minimo dei versamenti previsti che resta di 20 anni. In questo caso però c’è un paletto relativo all’anzianità contributiva dell’interessata, cioè dalla data del primo versamento di contributi. Per chi ha iniziato la carriera dopo il 31 dicembre 1995, la badante può ottenere la pensione di vecchiaia contributiva, cioè calcolata col sistema integralmente contributivo, con un minimo di 5 anni di contributi.

Ma bisogna aspettare il compimento del 71imo anno di età, a meno che la pensione calcolata non sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale. Condizione questa assai difficile da riscontrare, dal momento che per via del basso importo dei contributi che vengono versati nel settore, ben difficilmente una badante riuscirebbe a percepire un trattamento di questa rilevanza.

Per la badante con anzianità antecedente il 1996, c’è la pensione di vecchiaia contributiva ma a condizione che il lavoratore opti per il computo presso la gestione Separata Inps, dove deve essere naturalmente iscritta. Per avvalersi di questa opzione, occorre soddisfare determinate e precise condizioni.

In effetti occorre almeno un mese di contribuzione accreditato presso la gestione Separata. Ma non solo, perché servono meno di 18 anni e più di un anno di contributi versati al 31 dicembre 1995. Poi sono necessari non meno di 5 anni di contributi versati dal 1996 in poi e in totale non meno di 15 anni di versamenti.