Autore: B.A

Fisco

14
Gen

Ecco cosa accade se il datore di lavoro non versa i contributi Inps

Il versamento dei contributi Inps da parte del datore di lavoro è un obbligo, ecco cosa accade se non si versano.

Quando si parla di costo del lavoro, una delle voci più pesanti è senza ombra di dubbio la contribuzione previdenziale. Il datore di lavoro è tenuto al versamento dei contributi per il lavoratore. Il costo della contribuzione previdenziale che un datore di lavoro deve versare per un lavoratore dipendente è piuttosto rilevante. Basti pensare che solo alla voce contributi Inps, un datore di lavoro che ha un dipendente a libro paga, con stipendio lordo da 1.500 euro mensili, deve versare più di 600 euro al mese di contributi.

L’alto costo dei contributi, uniti alla crisi economica ed alle difficoltà ad arrivare a fine mese, sono probabilmente alla base di quello che è diventato un autentico fenomeno, cioè il mancato pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro. Una fattispecie di situazione che non può essere circoscritta ad una determinata categoria professionale, perché si verifica nell’industria, nel commercio, nell’edilizia e nel lavoro domestico, tanto per citare alcuni esempi. Il mancato pagamento dei contributi però, mette a serio rischio il datore di lavoro. Ecco cosa accade quando non si ottempera a questo obbligo.

Cosa succede se il datore di lavoro non paga i contributi?

Nel momento in cui il datore di lavoro non versa i contributi per un suo dipendente, l’Inps invia l’avviso di addebito. Una comunicazione con cui l’Istituto chiede il pagamento del dovuto, caricando già sanzioni ed interessi. In parole povere, il già alto costo dei contributi, aumenta immediatamente con sanzioni e relativi interessi per ritardato pagamento. Il mancato pagamento dei contributi può produrre una sanzione amministrativa fino a 50.000 euro per il datore di lavoro.

Se dal punto di vista pecuniario, i rischi sono elevati, perché si pagherà molto di più di quanto si sarebbe dovuto pagare, rispettando l’obbligo del versamento della contribuzione previdenziale per un dipendente, non sono meno gravi i rischi relativi all’attività di lavoro svolta. Non pagare i contributi, non permette ad imprese, aziende e datori di lavoro, di ottenere il Durc. Si tratta del certificato di regolarità contributiva, documento utile alle imprese per partecipare per esempio alle gare di appalto. Una impresa edile senza Durc, non può partecipare alle gare e non può prendere lavori. Inoltre, il Durc è necessario anche per ricevere i pagamenti dalle Pubbliche Amministrazioni e per ricevere gli incentivi.

Procedura esecutiva fast contro gli evasori

L’Inps come dicevamo, parte subito dopo aver verificato il mancato pagamento dei contributi da parte di un datore di lavoro, con l’invio dell’avviso di addebito, un atto immediatamente esecutivo, che sostituisce la cartella esattoriale o di pagamento e che pertanto, può dare luogo alle immediate procedure di riscossione coattiva, come pignoramenti, fermi amministrativi e così via. Il debitore, in questo caso l’impresa, l’azienda o il datore di lavoro in genere, deve provvedere a pagare i contributi richiamati nell’avviso di addebito, entro 60 giorni dalla notifica.

Nella lettera contenente l’avviso di addebito, viene inviato anche il bollettino Mav per provvedere al saldo dei contributi evasi comprensivi di sanzioni ed interessi. Se tra i contributi non versati dal datore di lavoro ci sono anche quelli a carico del lavoratore,che mensilmente vengono trattenuti dal suo stipendio, l’omesso versamento costituisce reato nel caso in cui la somma evasa superi i 10.000 euro, magari per un intero anno di contribuzione previdenziale evasa. .