Autore: Luca Macaluso

Alimentazione

Il salmone in scatola è cotto? La risposta che stupisce

Il salmone in scatola è buono e migliore del salmone fresco? ma è crudo o cotto?

Il pesce è uno degli alimenti fondamentali per una dieta corretta ed equilibrata. Infatti esistono sostanze fondamentali per un organismo, che solo il pesce da. Consigliatissimo per esempio, anche in fase di gravidanza, sia per il benessere della madre che per lo sviluppo del feto. Il pesce andrebbe consumato fresco, perché solo così si riesce ad avere inalterate tutte le sostanze nutritive di cui è composto. Per questioni di praticità però, si vanno sempre più diffondendo le scatolette di pesce, tonno, sgombro, sardine ma anche salmone.

Naturalmente ci sono prodotti e prodotti, cioè anche per i cibi in scatola, esistono prodotti buoni e prodotti meno buoni, ed anche il salmone per esempio, può essere inscatolato con olio di olive vero oppure con oli industriali di dubbia provenienza. Molte persone si chiedono pure se il salmone in scatola sia cotto o crudo e se sia buono come quello fresco. Tutte domande queste a cui cerchiamo di dare una risposta, partendo dai pareri di medici nutrizionisti e da quello che si legge in numerose guide alimentari.

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Il salmone in scatola è buono?

Il salmone in scatola è tra le tipologie di salmone sicuramente meno consumate. Infatti se ne mangia di più fresco o affumicato. Quando si parla di salmone si può parlare di diverse tipologie di questo pesce. Il dubbio è se questo pesce sia cotto o crudo se acquistato in scatola o se acquistato affumicato. Innanzi tutto i nutrizionisti dicono che anche il salmone non acquisto fresco nelle pescherie, è altrettanto ricco di omega 3 e di altre sostanze ottime per la salute.

Occorre sottolineare che il salmone in scatola è quasi sempre precotto, perchè inscatolarlo fresco, ne riduce i tempi di conservazione che nei prodotti in scatola è uno dei fattori principali per la loro larga diffusione. Diverso il caso del salmone affumicato. Molti sostengono che il pesce più è fresco e più è sano. Va invece considerata la potenziale contaminazione del pesce al banco della pescheria.

Al banco del supermercato o appunto della pescheria, si possono nascondere larve di parassiti che possono essere trasmesse all’uomo causando un’infezione gastrointestinale se il pesce viene ingerito crudo o poco cotto. Il salmone affumicato per esempio, in linea di massima è crudo se il procedimento di affumicatura è a freddo, mentre è cotto se il processo di affumicatura è a caldo. Questo il parere di diverse tesi e studi su questo pesce dei mari nordici.

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In Italia parlare di salmone fresco è un eufemismo, dal momento che i nostri mari non hanno salmone da pescare. In commercio, anche sull’affumicato, la stragrande maggioranza dei salmoni sono affumicati a freddo e pertanto specie in donne in attesa o in soggetti deboli dal punto di vista immunitario, meglio evitare il consumo senza prima cuocerlo, di questo prodotto ittico.

Il salmone in scatola è precotto

Dal punto di vista nutritivo il salmone fresco è una buona fonte di proteine, magnesio, selenio e vitamine B e D, e quello affumicato contiene anche DHA (acido docosaesaenico), EPA (acido eicosapentaenoico) e acidi grassi omega-3. Alcuni di questi elementi viene perduto con la cottura, ma non del tutto. La cottura (ma anche il congelamento ha lo stesso effetto), serve ad eliminare i due problemi principali del pesce crudo, cioè il batterio Listeria e il parassita Anisakis.

Il primo è un batterio molto pericoloso che può causare una rara e grave intossicazione alimentare soprattutto a donne in stato di gravidanza, anziani e persone con un debole sistema immunitario. Un batterio che va eliminato cuocendo il pesce e non fidandosi nemmeno della precottura per il salmone in scatola. Cottura ad una temperatura di 70°C per almeno 10 secondi e si libera il salmone da questo potenzialmente nocivo batterio.

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Le Anisakis sono larve presenti in molte specie di pesce comunemente consumate, anche nel tonno e nel merluzzo per esempio, oltre naturalmente al nostro salmone. Questo parassita vive negli organi interni del pesce ma arriva anche nel tessuto muscolare se una volta catturato non viene subito eviscerato. Nel pesce in scatola questo parassita è meno presente, soprattutto se si utilizza un salmone prodotto da aziende serie che praticano una precottura di almeno 10 minuti a 60 gradi o se utilizzano il congelamento preventivo di 24 ore a -20 gradi.