Autore: Luca Macaluso

Alimentazione

Cuocere a bassa temperatura: ecco cosa succede

La cottura del cibo è molto importante, soprattutto quella condotta alla giusta temperatura. Cuocere a bassa temperatura: ecco cosa succede se lo facciamo.

Quando prepariamo da mangiare la cottura degli alimenti è una cosa molto importante a cui dobbiamo sempre badare. Una cottura ottimale ci salva infatti dal pericolo di tossinfezioni alimentari causate dalla presenza di batteri o di parassiti sul cibo. Le alte temperature distruggono questi microrganismi nocivi e noi possiamo mangiare in tranquillità senza avere paura di correre pericoli per la nostra salute.

Ma è solo la cottura ad alte temperature ad essere salutare e la migliore per la nostra alimentazione? Cosa cambia se scegliamo di cuocere i nostri alimenti avvalendoci di temperature minori? Cuocere a bassa temperatura: ecco cosa succede quando lo facciamo in cucina.

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Cuocere a bassa temperatura

Cuocere a bassa temperatura significa dare la precedenza a tempi di cottura maggiormente lunghi in favore di un grado di calore minore. Cuocere a bassa temperatura è un metodo molto utilizzato nei ristoranti e dalle industrie alimentari ma certamente si può scegliere di farlo anche a casa. Una cottura a bassa temperatura può durare anche un’intera giornata.

Quando scegliamo di cuocere un cibo a bassa temperatura possiamo porlo sottovuoto in forno o in una pentola sul fornello, regolando una temperatura minima tra i 45° e i 58° o una fiamma bassa. Il sottovuoto rimuove l’ossigeno ed evita l’ossidazione dell’alimento e l’attacco di microrganismi nocivi.

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Cuocere a bassa temperatura: cosa succede

Cuocere a bassa temperatura: ecco cosa succede. Quando cuociamo un cibo a basse temperature avremo certamente il vantaggio, come detto in precedenza, di evitarne l’ossidazione e l’attacco batterico. Un alimento cotto a bassa temperatura ha dunque lo stesso vantaggio che comporta un cibo cotto ad alte temperature a riguardo dell’uccisione di parassiti e batteri. I tempi sono più lunghi ma il risultato è il medesimo.

La cottura a bassa temperatura rende poi il nostro alimento con le stesse caratteristiche che avrebbe se cotto al vapore ovvero pienamente ricco delle sue proprietà nutrizionali, non disperse dalle alte temperature. Cuocere a bassa temperatura ha molti vantaggi sulla conservazione degli alimenti. Una carne cotta a bassa temperatura sarà ad esempio maggiormente morbida, ricca di succhi e di caratteristiche qualitative e nutrizionali immutate. Un vantaggio è poi quello di poter controllare con tutta calma la cottura del cibo magari facendo nel mentre altre operazioni in cucina.

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Cuocere a bassa temperatura: un po’ di storia

Come è nata l’usanza di cuocere a bassa temperatura gli alimenti? Nel 1750 un nobile provò a cuocere un cosciotto di montone ad alte temperature in poco tempo. Ciò non diede i risultati sperati e l’uomo abbandonò la carne nel forno e la lasciò lì tutta la notte. La mattina seguente ebbe però la grande sorpresa di trovare il cosciotto cotto alla perfezione.

Così nacque la cottura a bassa temperatura, la cui caratteristica è la tempistica a lungo termine, che però porta il risultato di un alimento esaltato nel suo gusto e maggiormente tenero al morso.