Chi è Charlie Gard il bambino a cui oggi staccheranno la spina

Charlie Gard è un bambino di 10 mesi al quale oggi, 30 giugno 2017, verrà staccata la spina. Scopriamo perché e di quale malattia è affetto.

Charlie Gard è un bambino di 10 mesi affetto da una sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una malattia rara che provoca un progressivo indebolimento muscolare. Oggi, 30 giugno, i medici gli staccheranno la spina al piccolo.
Una grande mobilitazione vi è stata in rete e sono molti i gruppi Facebook che discutono della questione.

Cosa è successo?

I medici si sono mostrati fin da subito inclini a voler staccare la spina al bambino perché nelle sue condizioni non potrà avere una vita serena come tutti gli altri, ma anzi di continue sofferenze.

Invece, i genitori di Charlie, ferventi cattolici, non volendo perdere il proprio bambino e andare contro il proprio credo religioso, si sono opposti.

Il 12 aprile scorso l’Alta Corte Inglese si è espressa a favore della decisione dei medici: ai genitori del piccolo non è rimasto altro da fare che rivolgersi alla Corte europea dei diritti umani.

In attesa di quest’ultima sentenza, i genitori del piccolo hanno pensato di portarlo negli Stati Uniti per sottoporlo ad una cura sperimentale.

Così hanno aperto una raccolta fondi che li aiutasse a sostenere le spese del viaggio e delle cure. Sono riusciti a totalizzare 1,25 milioni di sterline, donati da circa 80mila persone.

La sentenza definitiva sulla sorte di Charlie da parte della Corte europea dei diritti umani è arrivata il 19 giugno: il 30 giugno 2017 al bambino verrà staccata la spina che lo tiene in vita.

Si è tenuto conto del considerevole margine di manovra che gli Stati hanno nella sfera dell’accesso alle cure sperimentali per malati terminali e nei casi che sollevano delicate questioni morali ed etiche, non spetta a questo organismo sostituirsi alle competenti autorità nazionali.

Da questa prospettiva la Corte ha dato peso al fatto che esiste una legislazione – compatibile con la Convenzione europea dei diritti umani – che regola sia l’accesso ai trattamenti sperimentali che la sospensione dei trattamenti per tenere in vita qualcuno.

Le decisioni dei tribunali nazionali sono state meticolose e accurate e riesaminate in tre gradi di giudizio con ragionamenti chiari ed estesi che hanno corroborato sufficientemente le conclusioni a cui sono giunti i giudici.

A nulla è valsa neanche la lettera straziante a Papa Francesco, scritta dalla famiglia e da alcuni amici della coppia:

Beatissimo Padre, siamo tante madri e tanti padri di questo tempo luminoso e violento e ci presentiamo a Lei come figli che scrivono al loro papà. Con semplicità. Abbiamo il cuore straziato: tra pochi giorni uno dei nostri figli, Charlie Gard morirà per una sentenza dei tribunali britannici, in base alla quale si possono sospendere le cure a cui finora è stato sottoposto per mantenerlo in vita.

(...) Noi ci rivolgiamo a Lei come papà e Le chiediamo: che cosa vuole che facciamo, noi suoi figli, cittadini del mondo, d’Europa, d’Italia? Ce lo dica, ci sostenga, ci conforti. Non ci lasci nel dubbio. Attendiamo un segno da Lei che possiamo cogliere per non sentirci soli in questa battaglia di preghiere che abbiamo scatenato per Charlie.

I genitori di Connie Yates e Chris Gard appresa la notizia della sentenza hanno lasciato il loro sfogo ai giornali:

Noi e soprattutto Charlie siamo stati terribilmente abbandonati lungo tutto il processo. Charlie ci lascerà sapendo di essere stato amato da migliaia di persone