Autore: B.A

Lavoro

Badanti, presenza notturna: stipendio, straordinario e mansioni tra assistenza e sola presenza

Cosa deve fare la badante che deve garantire la presenza anche di notte, quanto deve percepire di stipendio o quanto spetta come straordinario

Quando la badante assiste una persona non propriamente autosufficiente, come un anziano o un disabile, spesso è chiamata anche a garantire la presenza notturna, perché il bisognoso di assistenza non può essere lasciato da solo nemmeno la notte. Le famiglie che hanno a che fare con un parente in queste condizioni, spesso hanno la necessità di una persona che resti in casa anche durante la notte.

In tal caso é necessario assumere un collaboratore con gli appositi contratti notturni di presenza o assistenza, disciplinati dal Ccnl. In effetti il Ccnl di categoria ha un articolo in cui cita una particolare prestazione, la cosiddetta “prestazione di attesa notturna” che si riferisce proprio al “personale assunto esclusivamente per garantire la presenza notturna". Una lavoratrice non può essere in servizio 24 ore su 24, perché lo stesso Ccnl prevede che al dipendente vengano concesse le 11 ore di riposo consecutive.

Ma allora come si risolve il problema di un anziano che necessita di presenza continuativa di una badante? Innanzi tutto occorre distinguere tra presenza e assistenza e poi occorre specificare che non esiste lavoro straordinario per coprire con una sola lavoratrice tutte le 24 ore della giornata.

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Badanti: assistenza e presenza

Come dicevamo il Ccnl prevede una particolare fattispecie di contratto, cioè quello di lavoro notturno domestico. Una tipologia di contratto relativa a mansioni che diventano necessarie nel caso in cui l’assistito ha bisogno di cure continue e quindi la badante deve rimanere sveglia tutta la notte. Se la prestazione ricade tra le ore 20.00 e le ore 8.00, può applicarsi il contratto di c.d. «assistenza notturna» con livello solitamente CS o DS, in quest’ultimo caso solo se la badante é formata professionalmente.

In questo caso si parla di assistenza notturna e la famiglia dell’anziano dovrebbe essere costretta ad assumere una seconda badante, dal momento che quella che definiremo diurna, non può lavorare anche la notte dal momento che così non verrebbe garantito alla lavoratrice il giusto e continuativo riposo di 11 ore.

Sempre notturna ma solo presenza è un’altra tipologia di necessità che alcuni anziani o alcune famiglie spesso hanno. Una fattispecie di situazione che si verifica quando l’anziano, non ha bisogno di assistenza continua e la badante, che dorme in stanza separata, presta assistenza raramente durante la notte. In tal caso é necessario stipulare un contratto di «presenza notturna» che ha fascia oraria dalle 21.00 e le ore 8.00, con un fisso mensile sempre uguale a prescindere dal livello.

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Lavoro notturno, cosa bisogna sapere

Solitamente per entrambi i casi e cioè per assistenza e presenza, l’orario é di 54 ore settimanali, dato che il collaboratore dev’essere convivente e quindi di prassi si indicano 9 ore di lavoro dal lunedì al sabato. E sempre per 9 ore verrà Retribuita la badante e verranno versati i corrispettivi contributi previdenziali.

Questi contratti, va sottolineato, valgono esclusivamente per i lavoratori che prestano servizio di notte, e che quindi non prestano attività diurne. I contratti di assistenza e presenza notturna prevedono sempre la convivenza e non possono essere sottoscritti ad ore di lavoro ma solo a mesi.

Per la badante che presta assistenza notturna, nel Ccnl esistono le tabelle retributive che variano in base al livello di inquadramento. Per la sola presenza notturna, dal momento che può essere garantita dalla stessa badante che svolge assistenza diurna (la sola presenza è garantita dal regime di convivenza coperto da vitto e alloggio), la legge stabilisce un calcolo dello straordinario differente.

Infatti se la badante che garantisce presenza notturna, deve prestare alcune ore di assistenza, per eventuali fabbisogni dell’anziano, andrà applicata la paga oraria prevista per un non convivente che ha lo stesso livello. Se ad esempio al collaboratore in presenza notturna, assunto per esempio con livello CS, venisse chiesto per una giornata di fare anche 2 ore di lavoro dalle 19.00 alle 21.00 tali ore dovrebbe essere retribuite con la paga oraria di un Cs non convivente.