Rosatellum: cos’è e come funziona la nuova legge elettorale del PD

Il Rosatellum, la legge elettorale proposta dal Partito Democratico, è stata adottata dalla commissione Affari costituzionali della Camera come testo base per la nuova legge elettorale italiana. Cos’è e come funziona

Il Rosatellum è la nuova legge elettorale proposta dal Partito Democratico e riprenderebbe il Mattarellum, utilizzato in Italia dal 1994 al 2001, introducendo alcune modifiche. Ma sapete cos’è il Rosatellum? E come funziona?

In molti lo hanno paragonato al sistema tedesco, in realtà ha poco o nulla in comune con la legge elettorale della Germania e, poiché c’è la possibilità che sia la prossima legge elettorale italiana, è bene iniziare a capire come funziona.

Nei giorni scorsi, infatti, il Rosatellum è stato adottato dalla commissione Affari costituzionali come testo base per la nuova legge elettorale e da lunedì 29 maggio inizieranno le votazioni.

Per quanto riguarda la Camera, i numeri per dare l’approvazione a questo testo di legge ci sono, mentre al Senato potrebbe esserci qualche problema in più per il PD.

In attesa di conoscere l’esito delle votazioni, vediamo cos’è e come funziona il Rosatellum.

Legge elettorale: cos’è il Rosatellum?

Come abbiamo detto, il Rosatellum riprende il vecchio Mattarellum, la legge elettorale in vigore in Italia dal 1994 al 2001, ma introduce alcuni cambiamenti importanti.

Il Mattarellum era un sistema elettorale misto, che prevede una quota di deputati eletti con il sistema maggioritario e una quota con quello proporzionale.

Il territorio nazionale, infatti, viene diviso in collegi uninominali e ognuno di essi elegge un deputato o un senatore. Il 75% dei deputati - corrispondenti a 472 seggi - viene scelto in questo modo e basta avere un solo voto in più rispetto all’avversario per essere eletto, visto che non esiste nemmeno una soglia minima di voti.

Il 25% dei deputati - i restanti 158 seggi -, invece, viene eletto attraverso il sistema proporzionale, ma in questo caso è prevista una soglia di sbarramento del 4% e i listini bloccati.

Questa, dunque, la base da cui si è partiti per scrivere il Rosatellum, la legge elettorale proposta dal Partito Democratico, ma sono stati introdotti dei cambiamenti rispetto al modello del Mattarellum.

Rosatellum: come funziona la legge elettorale?

Rispetto al Mattarellum, dunque, il Rosatellum ha una quota maggiore di seggi eletti con il sistema proporzionale: il 50%, infatti, verrebbero dai collegi uninominali e sarebbero eletti con sistema maggioritario, il restante 50% con quello proporzionale, prevedendo una soglia di sbarramento al 5%.

In questo modo i seggi al Senato (in tutto 315) verrebbero così suddivisi:

  • 150 in collegi plurinominali;
  • 150 in collegi uninominali (il Molise costituisce un unico collegio);
  • 1 collegio uninominale per la Val D’Aosta;
  • 6 collegi uninominali + 2 seggi con recupero proporzionale per il Trentino Alto Adige;
  • 6 nella circoscrizione estero.

Mentre quelli alla Camera dei Deputati, in cui sono in tutto 630 seggi, verrebbero assegnati come segue:

  • 303 in collegi plurinominali;
  • 303 in collegi uninominali;
  • 8 collegi uninominali + 3 seggi con recupero proporzionale per il Trentino Alto Adige;
  • 1 collegio uninominale per la Val D’Aosta;
  • 12 nella circoscrizione estero.

Inoltre, come prevede la Costituzione, la ripartizione dei seggi al Senato sarebbe effettuata su base regionale, mentre per la Camera si ripartirebbero su base nazionale.

Il territorio nazionale, dunque, verrebbe diviso in collegi plurinominali, composti da più collegi uninominali e in cui verrebbero eletti un minimo di 2 e un massimo di 4 candidati.

Nei singoli collegi uninominali i listini sarebbero bloccati, cosa in linea con quanto stabilito dalla Consulta che li vietava solo per i grandi collegi.

Rosatellum: pluricandidature, alleanze e coalizioni

Nel Rosatellum si torna a parlare di coalizioni, ossia insieme di liste che sosterrebbero il singolo candidato, mentre l’Italicum premiava le singole liste, anche se questo aspetto non è mai stato applicato.

Con questo tipo di sistema, una coalizione di liste potrebbe sostenere un singolo candidato nell’uninominale (sistema maggioritario), ma presentarsi da sola per il proporzionale.

Inoltre, per un candidato sarà possibile candidarsi in un solo collegio uninominale, ma in un massimo di tre collegi plurinominali.

Qualora il candidato venga eletto sia con uninominale che con proporzionale, otterrà il seggio uninominale; se, invece, vincerà in più di un collegio plurinominale, otterrà il seggio che corrisponde al collegio in cui la lista ha preso meno voti.

Rosatellum: scheda elettorale e voto

Con il Rosatellum, il voto dell’elettore sarà espresso in un’unica scheda e sarà eliminato il voto disgiunto, ossia non sarà possibile votare un candidato nel collegio uninominale e una lista che non sia collegata a lui nel sistema proporzionale.

In sostanza, l’elettore dovrà necessariamente votare sia il candidato che il partito a lui collegato e non potrà decidere di dare il proprio voto al candidato, ma non alla lista.

Per quanto riguarda la scheda elettorale, all’elettore sarà consegnata un’unica scheda - una era la Camera e una per Senato - in cui dovrà votare sia la parte proporzionale che quella maggioritaria.

La scheda sarà formata da nome del candidato - simboli liste a lui collegate - nomi candidati del listino bloccato (da due a quattro).

Il nome di uno stesso candidato, dunque, potrà essere presente più volte in base al numero di liste che lo sostengono.

La preferenza dell’elettore può essere espressa sia mettendo una X sul nome del candidato, sia sul simbolo (ossia scegliendo la lista a lui collegata) e anche in caso di doppia X il voto rimane valido.

Rosatellum: scorporo e quote rosa

Il sistema da cui prende spunto il Rosatellum prevedeva lo scorporo, quel meccanismo che prevedeva che i voti ottenuti dai candidati nella parte maggioritaria non venissero conteggiati in quella proporzionale.

Tale sistema ha creato non pochi problemi al tempo in cui era in vigore il Mattarellum, soprattutto perché i candidati creavano le cosiddette “liste civetta” a cui poter collegare i candidati del maggioritario ed evitare lo scorporo.

Nel Rosatellum non è previsto lo scorporo perché lo scopo di questa legge elettorale è proprio quello di ottenere una correzione proporzionale con i seggi scelti nella parte che adotta questo sistema.

Per quanto riguarda le quote rosa, è previsto che ognuno dei due sessi non possa costituire più del 60% dei candidati dei listini bloccati.

Nell’attuale legge elettorale è previsto che i candidati siano alternati, mentre nel Rosatellum il sistema delle quote rosa così pensato sarebbe più debole, visto che nei seggi con tre candidati, entrambi i primi due candidati del listino potrebbero essere uomini e soltanto l’ultimo posto potrebbe essere riservato alla donna (la cui elezione sarebbe meno probabile).