Autore: Chiara Ridolfi

Italia - Elezioni

Elezioni politiche 2018: scheda bianca o scheda nulla, cosa cambia?

Quali sono le differenze tra scheda bianca e scheda nulla? Le elezioni politiche 2018 si avvicinano e per molti i dubbi aumentano, non solo su chi votare, ma anche sulle modalità di voto. Di seguito cerchiamo quindi di fare chiarezza su alcune questioni.

Qual è la differenza tra scheda bianca e scheda nulla? Come vengono conteggiate le schede nulle? Quando la scheda è considerata non valida? Una serie di domande che in molti si stanno ponendo con l’avvicinarsi delle elezioni politiche del 4 marzo 2018.
I dubbi sono infatti tantissimi e si cerca di capire se vi siano delle differenze tra la scheda bianca e quella nulla.

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Tutti coloro che nell’indecisione hanno deciso di recarsi alle urne, ma di lasciare un segno di protesta, mostrando come nessun partito o movimento li rappresenti, si stanno ora chiedendo: qual è la differenza tra scheda bianca e nulla?
I due modi di presentare la scheda portano infatti ad avere un conteggio diverso e di conseguenza a mostrare in modo diverso la propria protesta silenziosa.

Non recarsi per niente alle urne è una forma di astensione “passiva” che non pesa in alcun modo né sull’esito elettorale né sull’affluenza alle urne, lasciare la scheda bianca può essere una sorta di astensione “attiva” fatta volontariamente per diversi motivi.

Lo stesso discorso vale per la scheda nulla, cioè invalidata, ma solo se l’elettore annulla il suo voto in segno di dissenso politico. Ci sono altri casi, infatti, in cui la scheda è nulla per via di errori involontari e distrazione nella compilazione. Con il Rosatellum le modalità di voto sono più difficoltose e le schede nulle potrebbero essere molto più numeroso rispetto agli altri anni.

Vediamo adesso quali sono le differenze tra una scheda nulla e una bianca, in che modo vengono conteggiate. Di seguito troverete le risposte a tutte le vostre domande sulla questione, così da andare alle urne preparati e consapevoli delle proprie scelte.

Elezioni politiche 2018: votare scheda bianca

Una scheda elettorale bianca è quella che non contiene alcun segno di voto né di altro tipo. Viene, appunto, riposta nelle urne bianca e pulita così come viene consegnata all’elettore.

Lasciare la scheda elettorale bianca è una forma di “astensionismo attivo”. Infatti, a differenza di chi non si reca proprio alle urne, l’elettore che lascia la scheda bianca sceglie consapevolmente di non dare alcuna indicazione di voto.

La scheda bianca è considerata valida e viene conteggiata solo per quel che riguarda i dati dell’affluenza alle urne, ma non pesa in alcun modo sul risultato finale. In sostanza, la scheda bianca influisce sulla percentuale dei votanti e contribuisce a legittimare l’elezione del candidato vincente. Non credete quindi a chi vi dice che la scheda bianca viene conteggiata per la maggioranza, dal momento che non essendo espressa nessuna preferenza la scheda non viene in alcun modo presa in esame.

Uno dei problemi principali del lasciare la scheda elettorale bianca è che al momento dello spoglio qualche scrutatore potrebbe provvedere a mettere la “X” sulla casella del candidato che preferisce e nessuno se ne accorgerebbe, dando quindi il voto al posto di chi ha voluto lasciarla bianca.
Per questo molti elettori preferiscono non rischiare e consegnare direttamente una scheda nulla, così da non rischiare di regalare il proprio voto ad uno dei partiti.

Elezioni politiche 2018: votare scheda nulla

La scheda elettorale viene considerata nulla quando l’espressione di voto da parte dell’elettore non è chiara. Più precisamente, le schede nulle sono quelle che vengono compilate - volontariamente o per sbadataggine - in maniera non conforme a quelle che sono le regole ministeriali.
Nel caso delle elezioni politiche del 4 marzo la scheda verrà considerata nulla caso in cui l’elettore votasse in modo disgiunto.

Nel momento in cui il votante esprimesse la sua preferenza per un candidato al collegio uninominale e per un partito che non appoggia il candidato il voto verrebbe considerato nullo.

Ecco i casi in cui la scheda è considerata nulla:

  • non si rispettano i criteri con cui la “X” dovrebbe esprimere la propria preferenza;
  • vengono lasciate scritte o scarabocchi con lo scopo di farsi riconoscere, insultare o esprimere dissenso;
  • la scheda non è autenticata;
  • la volontà dell’elettore non viene espressa in maniera univoca.

Nel conteggio finale dei voti queste schede non influiscono sull’esito delle votazioni perché non vengono considerate valide, ma vanno comunque a incrementare i dati relativi all’affluenza alle urne.

Scheda nulla per le liste

La scheda è invalidata per le liste quando:

  • anche se il voto per il sindaco è valido, non è comprensibile la preferenza dell’elettore per quanto riguarda le liste dei candidati consiglieri;
  • l’elettore esprime la preferenza del sindaco sul contrassegno di due o più liste;
  • l’elettore non vota nessun sindaco ma mette la X su più liste;
  • l’elettore che vota in un comune con meno di 15mila abitanti esprime un voto disgiunto.

Ovviamente questo parametro non vale per le votazioni referendarie o per le votazioni politiche.

Meglio scheda bianca o scheda nulla?

Come abbiamo visto, in teoria scheda bianca e scheda nulla sono la stessa cosa visto che entrambe non vengono considerate se non per quanto riguarda i dati di affluenza ai seggi.

L’elezione del sindaco e l’assegnazione dei seggi verranno fatte sulla base dei voti validi (quindi delle schede elettorali compilati in maniera corretta) e schede bianche o invalidate non peseranno sul risultato.

Detto ciò, è meglio la scheda bianca o nulla? Per cosa deve optare l’elettore che vuole astenersi dal voto pur recandosi alle urne? Ciò da tenere presente è che con la scheda bianca si esprime indifferenza e apatia verso l’esito delle elezioni. Un po’ come dire “mi sta bene qualsiasi cosa, non so chi votare e potete decidere voi per me”.

Annullare la scheda, invece, è una forma di astensione più “pesante”: recarsi al seggio e invalidare volontariamente la scheda è un atto di volontà ben preciso, che esprime scontento e pesa nel senso che contribuisce a delegittimare gli eletti.
Come detto sopra, il discorso cambia, ovviamente, se la scheda nulla è frutto di errori inconsapevoli o sviste.