Autore: Luca Macaluso

Alimentazione - Allergie

15
Mar 2020

La marmellata contiene istamina? Attenzione!

Marmellata e istamina, è davvero sconsigliabile mangiarla per chi è intollerante?

L’istamina è una sostanza che il nostro corpo produce, nel momento in cui entra in contatto con qualcosa a cui il nostro corpo è particolarmente sensibile. Può capitare che un organismo produca istamina nel momento in cui si tocca una pianta, nel momento in cui si viene in contatto con la polvere o nel momento in cui si mangia qualcosa.

Il cibo è una delle cose a cui prestare massima attenzione se si parla di istamina. Questa infatti è presente nella maggior parte degli alimenti vegetali o animali. C’è anche nella marmellata? Bella domanda questa, a cui vediamo di dare una risposta.

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Istamina è pericolosa?

Quando si ingeriscono cibi con un alto contenuto di istamina, un organismo reagisce in misura diversa in base allo stato dell’organismo stesso. In materia alimentare, quando si parla di cibo ed effetti che il cibo ha su un organismo, molto varia da soggetto a soggetto. Questo vale anche se si parla di istamina. Diarrea, vomito e nausea sono i sintomi più diffusi in soggetti che hanno una intossicazione da istamina a livello intestinale.

C’è poi anche chi ha sintomi a livello bronchiale, come la mancanza di aria e l’affanno, oppure chi manifesta sintomi a livello cutaneo, arrossamenti di pelle e puntini rossi. Una persona sana comunque è in grado di gestire al meglio l’istamina ingerita mangiando, il problema sussiste però quando vi è una specifica intolleranza a questa sostanza.

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Marmellata e istamina, meglio la frutta fresca

La marmellata è un prodotto molto usato sia per fare dolci che per essere mangiata sul pane o sulle fette biscottate a colazione. Ma per chi è soggetto a intolleranze alimentari la marmellata non è particolarmente indicata. Infatti alimenti ricchi di istamina sono in genere quelli lavorati e conservati a lungo o quelli confezionati, mentre gli alimenti freschi sono quelli che di solito contengono una minima dose di istamina.

Il contenuto di istamina negli alimenti aumenta quindi significativamente se il cibo è sottoposto a processi come lunga conservazione, la fermentazione, la maturazione o la stagionatura e la marmellata notoriamente è un prodotto a lunga conservazione. Occorre sapere che l’istamina è presente in diversi ortaggi, verdure in scatola e le insalate pronte che troviamo al supermercato. L’istamina si trova anche nei pomodori, negli spinaci, nelle melanzane, nei funghi, nei crauti, nei legumi e in determinata frutta.

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Per la frutta, prodotto di tutte le confetture, l’istamina è presente nell’avocado, nelle fragole, nelle banane, nei lamponi, nei kiwi, nell’ananas, nel pompelmo, negli agrumi, nelle pere, nelle prugne rosse, nella papaya e nella frutta secca a guscio come noci, mandorle, arachidi, anacardi. Frutta senza istamina sono le mele, le pesche noci, le pesche, le prugne fresche, le ciliegie, i meloni, l’uva spina, i mirtilli. In altri termini, meglio usare frullati di frutta fresca che marmellate, che sono alimenti a lunga conservazione che possono dare intolleranze.