Elezioni Francia 2017: Macron presenta il suo programma. Ecco i punti principali

Emmanuel Macron ha presentato il suo programma. Al centro Europa, taglio delle tasse e investimenti. Vediamo nel dettaglio cosa propone per la Francia.

Programma Macron: Emmanuel Macron, l’ex Ministro dell’economia oggi candidato indipendente alla Presidenza della Repubblica francese, ha svelato i tratti salienti del suo programma presidenziale.

Dopo settimane di tentennamenti e slogan criptici, Macron ha sciolto gli indugi e ha presentato a Parigi il suo programma presidenziale in vista delle elezioni del 23 aprile. Il programma di Macron per la Francia verte essenzialmente su sei macro-aree:

  • Educazione;
  • Lavoro;
  • Economia;
  • Modernizzazione;
  • Sicurezza;
  • Esposizione internazionale.

Il programma di Emmanuel Macron riflette la scelta di correre indipendentemente dai partiti tradizionali. Il programma di Macron, infatti, non è né di destra né di sinistra, anche se presenta proposte vicine ad entrambe le famiglie politiche francesi (quella socialista e quella gollista). Macron propone un ambizioso piano d’investimenti e al contempo una drastica riduzione del costo del lavoro. Il tutto all’interno, e in nome, dell’UE e dell’eurozona.

Ora che Macron ha svelato il suo programma è certo che quella per l’Eliseo sarà una corsa a due (come i sondaggi evidenziano ormai da settimane) con l’euroscettica e anti-euro Marine Le Pen. La trasversalità del programma di Macron avrà l’effetto di attrarre voti dal bacino di Benoît Hamon, sul quale pesa ancora un forte scetticismo da parte degli stessi elettori socialisti, e da quello di François Fillon, oramai fuori dai giochi per via dello scandalo dei soldi pubblici che ne ha minato irreparabilmente la credibilità.

Vediamo nel dettaglio su quali punti è incentrato il programma di Macron.

Programma Macron: quali i punti principali?

Emmanuel Macron, dopo settimane di nebulosa comunicazione politica (ma efficace, nonostante tutto), ha finalmente presentato a Parigi il suo programma presidenziale. Come egli stesso ha dichiarato, si tratta di un programma che porterà la Francia nel “21esimo Secolo”.

Sul piano del lavoro e dell’economia, Macron intende abbattere il costo del lavoro, liberando così le energie dell’impresa e approntare un solido piano di decontribuzione. Quanto agli aspetti previdenziali, l’obiettivo recondito di Macron è quello di “unificare il disperato sistema pensionistico francese”, dall’UE ritenuto troppo generoso - e oneroso per le casse dello Stato. A tal proposito, il programma di Macron evidenzia un vizio veniale riscontrabile nella quasi totalità dei programmi politici europei: il contenimento della spesa non è mai rivolto al settore militare, che Macron ha deciso invece di implementare del 2% qualora diventasse Presidente.

Macron si mostra sensibile, nell’enunciare il suo programma, alle questioni connesse alla scuola, l’ambiente e diritti civili. Macron ritiene che vadano concessi alle scuole margini più ampi di discrezionalità. In materia ambientale è del parere che la Francia necessiti di aprirsi maggiormente alle energie rinnovabili. Batte forte anche sulla questione dei diritti civili: la parità uomo/donna e la libertà religiosa - quest’ultima quando non è utilizzata come pretesto per delinquere - sono i fattori su cui l’impianto politico, economico e sociale francese deve vertere.

Nel suo programma Macron ribadisce che la Francia appartiene all’UE in maniera inestricabile e che sarà sua prerogativa, qualora la spuntasse alle elezioni, “rilanciare il dialogo franco-tedesco”, binomio (in crisi) su cui l’Integrazione europea poggia da decenni. Inoltre, è del parere che la Francia abbia l’obbligo di rilanciare il progetto di un’Unione energetica europea e di procedere al più presto alla creazione di un esercito europeo (a onor di cronaca, furono i francesi a promuovere la CED nel 1952 - Comunità europea di difesa - e fu l’Assemblea nazionale francese a bocciarla nel 1954).

Quello di Macron è un programma la cui trasversalità di certo è pensata per attrarre quanti più elettori socialisti e gollisti. Macron, infatti, transita nel limbo politico tra Hamon, sui cui molti socialisti restano scettici, e Fillon, politicamente moribondo dopo lo scandalo dei soldi pubblici. Battendo su temi come ambiente, diritti civili, (più) Europa e investimenti, Macron spera di captare il consenso dei socialisti. Con il taglio delle tasse, spera invece di attrarre a se la classe imprenditoriale francese oggi delusa da Fillon.

Le principali agenzie di sondaggio danno Macron dietro a Marine Le Pen ma vincente al secondo turno (7 maggio). Ora che il programma di Macron è noto vedremo come reagiranno gli indecisi tra le file dei socialisti e dei gollisti.


(Fonte: OpinionWay)