Autore: Claudia Cardone

inchiesta - segretario partito - Matteo Renzi - Criminalità - Corruzione

12
Apr

Consip, Tiziano Renzi: le false accuse del capitano del Noe

Inchiesta Consip, scagionato Tiziano Renzi dall’accusa di corruzione per traffico di influenze: sarebbe emerso che Giampaolo Scafarto, capitano del Noe, dichiarò il falso. Ecco perché

Tiziano Renzi e l’inchiesta Consip: dopo mesi di tribolazioni, Tiziano Renzi si vedrebbe scagionato dall’accusa di corruzione per traffico di influenze che pendeva sulla sua testa in merito all’inchiesta Consip.

Ieri, 11 aprile 2017, sarebbe emerso che Giampaolo Scafarto, capitano del Noe, avrebbe dichiarato il falso attribuendo ad Alfredo Romeo e non a Italo Bocchino la frase intercettata dove compariva il nome di Renzi.

Era il 16 febbraio quando Tiziano Renzi si vide recapitare un avviso di garanzia che lo invitava a comparire a Piazzale Clodio per l’essere interrogato sulla vicenda Consip.

Tiziano Renzi inaspettatamente si vide iscritto nel registro degli indagati proprio in merito all’inchiesta che ruotava attorno alla figura di Romeo, indagato ed in seguito arrestato per corruzione d’appalti in una gara di facility management della società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il nome di Tiziano Renzi, secondo le intercettazioni degli inquirenti, sarebbe stato pronunciato da Alfredo Romeo durante una discussione tra Romeo e Italo Bocchino durante la quale figurò anche Carlo Russo, amico dello stesso Renzi.

Questo sarebbe bastato alla Procura per far notificare al padre dell’ex premier un avviso di garanzia e per iniziare le indagini sulla sua persona e sui rapporti tra lui, Russo e Romeo.

Da lì in poi tutti i successivi problemi e addirittura il ritiro da segretario di partito avvenuto a marzo quando Renzi, sfinito dalla vicenda e dalle ingiurie dei suoi e della stampa decise di mollare tutto.

Lo fece con un semplice messaggio su whatsapp che non lasciò spazio ad alcuna possibilità di replica: «Da lunedì mi sono autosospeso. Vi abbraccio tutti. Buon lavoro, W il Pd.»

Per approfondire le implicazioni di Tiziano Renzi nella vicenda Consip Leggi qui

Consip, Tiziano Renzi: le false accuse del capitano del Noe

Giampaolo Scafarto risulta essere indagato per falso di materiale e falso ideologico dalla Procura di Roma in quanto autore di una informativa falsa inerente all’inchiesta Consip. Nel suo rapporto dichiarò che il nome di Renzi era stato pronunciato da Romeo piuttosto che da Bocchino.

Ma non solo: avrebbe portato avanti anche la tesi della presenza dei servizi segreti durante gli accertamenti in merito all’inchiesta Consip, altro elemento che i PM hanno scoperto essere falso.

Il capitano dei carabinieri del Noe, supportato dal suo legale, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere almeno fintanto che non venga fatta più chiarezza sulla questione. Questo è quanto recita l’avviso di garanzia che gli è stato fatto pervenire:

"Nella qualità di pubblico ufficiale Gianpaolo Scafarto redigeva un’informativa nella quale, al fine di accreditare la tesi del coinvolgimento di personaggi asseritamente appartenenti ai servizi segreti ometteva scientemente informazioni ottenute a seguito di indagini esperite"

Giovanni Annunziata, avvocato di Scafarto, supporta la scelta del suo assistito di non rispondere alle domande dei PM dichiarando che tale scelta rientra nella sua strategia difensiva di legale che ha l’esigenza di conoscere in maniera più capillare gli atti dell’indagine prima di rilasciare qualsiasi tipo di dichiarazione.

Da parte di Tiziano Renzi ovviamente c’è la richiesta immediata di fare giustizia e non basteranno solo le scuse per appianare la vicenda. Per giunta è stato appurato recentemente dalle indagini dei PM che il presunto incontro tra Renzi e Romeo non è mai avvenuto. Le accuse sono state gravi e qualcuno sicuramente dovrà risponderne legalmente.

Matteo Renzi dal canto suo si è dichiarato sollevato dall’esito della vicenda ed ha informato la stampa che era sicuro che l’indagine avrebbe avuto tale risvolto. La sua fiducia nella magistratura è stata da sempre totale ed era chiaro che prima o poi la verità sarebbe venuta a galla. Ed infine questa la sua dichiarazione:

"Non credo nei complotti e nelle manovre, credo nella giustizia, bisogna aspettare le sentenze. Certo se le sentenze le fanno i giornali o i politici è problema per tutti. Dobbiamo aspettare i magistrati e se un carabiniere non risponde è un problema suo, io credo nell’Arma dei Carabinieri."