Autore: Giorgia De Angelis

Stati Uniti - Donald Trump - inchiesta

7
Nov

Impeachment: cos’è e cosa è successo con Trump

In questi mesi la procedura è stata avviata contro il Presidente degli Stati Uniti d’America. Vediamo il significato del termine impeachment e cosa è successo con Trump.

In questi ultimi mesi, leggendo o ascoltando i notiziari di politica estera, si è spesso sentito parlare di impeachment. Negli Stati Uniti d’America la procedura è stata messa in atto contro nientepopodimeno che il Presidente in persona. La questione è: cos’è l’impeachment? E soprattutto, di cosa è stato accusato Donald Trump?
Per comprendere a fondo una notizia bisogna conoscerne i vari aspetti sotto diversi punti di vista. La cosa principale da fare è quindi quella di informarsi su tutto ciò che la riguarda.

Trump non è il primo Presidente degli Stati Uniti a ritrovarsi in una situazione simile, ma prima di parlare di questo vediamo che cosa significa impeachment.

Cos’è l’impeachment?

Tutti ne parlano, ma cos’è l’impeachment? La parola inglese impeachment significa letteralmente “messa in stato di accusa”. Il termine però non è generico come può sembrare: l’Oxford Dictionaries traduce il verbo “to impeach” attribuendolo a una situazione di tradimento o crimine verso lo Stato, commessa specificamente da un individuo avente carica pubblica nell’esercizio delle proprie funzioni.
L’impeachment è un’antica legge appartenente al common law, modello di ordinamento giuridico di origine britannica. Il primo processo è stato messo in atto nella seconda metà del XIV secolo (1376) contro William Latimer, quarto barone della sua dinastia, per aver trattenuto soldi destinati al re d’Inghilterra Edoardo III. Latimer fu condannato e graziato nell’arco dello stesso anno.

Impeachment: di cosa è accusato Donald Trump?

Il 24 settembre la politica statunitense Nancy Patricia Pelosi, Presidente della Camera dei rappresentanti dal 2007, ha annunciato l’avvio di una procedura d’impeachment contro Donald Trump. Determinante è stata una telefonata del 25 luglio fatta dal Presidente degli Stati Uniti al Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La chiamata incriminata, resa nota da un analista della CIA precedentemente in servizio alla Casa Bianca, aveva come obiettivo la richiesta di un “favore” (più che altro una pressione) a Zelensky. Trump chiedeva infatti che venisse riaperta l’inchiesta sul figlio del candidato alle primarie democratiche, Joe Biden, con lo scopo di infangare quest’ultimo. Biden infatti è uno dei probabili sfidanti di Trump alle elezioni presidenziali statunitensi del 2020.

Come se non bastasse, il Presidente degli Stati Uniti, la settimana prima della chiamata, aveva richiesto il congelamento di oltre 400 milioni di dollari destinati agli aiuti militari in Ucraina. Alla decisione non sono state date motivazioni, ma è lecito pensare a una strategia per mettere ulteriormente alle strette il Presidente ucraino.
Nancy Pelosi ha quindi deciso di agire, dichiarando che le azioni del leader USA «hanno violato la Costituzione» e che si tratterebbe di un vero e proprio «tradimento del giuramento da Presidente».

Impeachment Trump: ultimi aggiornamenti

Una svolta inaspettata quella data da Gordon Sondland, ambasciatore USA alla UE, che secondo le ultime notizie ha cambiato la propria testimonianza sull’indagine. Alla Camera, Sondland ha ammesso di credere che gli aiuti militari all’Ucraina sarebbero stati congelati nel caso in cui Zelensky non avesse collaborato nell’avvio delle indagini contro i Biden. A riprova di questo, racconta anche un episodio risalente al primo settembre quando, durante un incontro a Varsavia, il Presidente ucraino ha confessato le proprie preoccupazioni sulla questione al vicepresidente statunitense Mike Pence.
Veramente una sorpresa dal momento in cui, precedentemente, lo stesso Sondland aveva tranquillizzato tramite sms l’ambasciatore USA a Kiev Bill Taylor, asserendo che il Presidente non era interessato ad alcun “do ut des”.
Un’altra convocazione importante è quella di venerdì prossimo: il capo ad interim dello staff presidenziale Mike Mulvaney è stato chiamato a testimoniare al Congresso. Non è però certo che Mulvaney si presenterà, così come non si sono presentati diversi alti funzionari, assecondando il volere di Trump ed evitando di collaborare a un’indagine ritenuta “illegittima” dal Presidente.

Altri casi di impeachment negli Stati Uniti

Secondo Business Insider le procedure di impeachment portate a termine negli Stati Uniti sono state contro sedici pubblici ufficiali: un senatore, un segretario di ministero, dodici giudici e due presidenti. Esatto, Donald Trump non è il primo Presidente ad essere messo sotto accusa, altri prima di lui si sono trovati in situazioni analoghe. I presidenti in questione sono Andrew Johnson, finito sotto impeachment nel 1868 e Bill Clinton, nel 1998. In entrambi i casi ci fu l’assoluzione da parte del Senato. Richard Nixon invece, riuscì a evitare il processo presentando le sue dimissioni.