Reddito di cittadinanza e Green Pass: cosa cambia dall’1 febbraio

Reddito di cittadinanza e Green Pass: cosa cambia dall'1 febbraio

Il decreto legge numero 1 del 7 gennaio e la legge di Bilancio generano una combinazione che implica la necessità della certificazione verde «base» per mantenere il reddito.

Chi non ha il Green Pass non potrà più ricevere il reddito di cittadinanza? È una domanda che ha iniziato a farsi strada, ma per capire a cosa si fa riferimento è opportuno fare il punto della situazione. Il cambiamento delle cose viene al momento segnalato come la combinazione di due novità che sono all’orizzonte.

Una è strettamente dipendente dall’ultimo decreto legge con in oggetto le norme di contenimento del Covid, l’altra riguarda ciò che è contenuto nella prossima legge di Bilancio. Dunque, per capire cosa potrebbe accadere è sufficiente spiegare a cosa si fa riferimento nel dettaglio.

Reddito di cittadinanza e Green Pass, per il punto bisogna partire dal decreto legge numero 1

Quella che è definita «Estensione dell’impiego delle certificazioni verdi Covid 19» è regolamentata dall’articolo 3 del decreto legge numero 1, datato 7 gennaio 2022.

Nel testo si specifica che è consentito ai soli possessori di Green Pass l’accesso presso:

  • pubblici uffici
  • servizi postali, bancari e finanziari
  • attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona

In sostanza per accedere a qualsiasi ufficio pubblico bisognerà essere in possesso di un pass sanitario.

Green pass base, come si ottiene

In questo caso si fa riferimento al Green Pass base, il cui ottenimento è basato sui seguenti requisiti:

  • essere vaccinati, da almeno quindici giorni con la prima dose (con scadenza nella data del richiamo)
  • essere vaccinati con seconda dose da meno di sei mesi (da meno di nove fino all’1 febbraio, poi viene ridotto)
  • essere vaccinati con la terza dose
  • essere guariti dal Covid da meno di sei mesi
  • avere un tampone che sia negativo (da meno di 48 ore se è un antigenico, da 72 se molecolare e non valgono ovviamente i fai da te).

Questi presupposti consentono di avere il Qr code che dovrà essere esibito per poter accedere alle situazioni in cui è richiesto quantomeno il Green Pass base e non il Super Green Pass.

Attenzione alle differenze tra le due certificazioni. Come riportano le Faq del governo per Green pass rafforzato (O Super Green Pass) «si intende soltanto la Certificazione verde COVID-19 per vaccinazione o guarigione. Il green pass rafforzato non include, quindi, l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare».

Per l’accesso agli uffici pubblici basta il «base», dunque anche con tampone.

Green pass e reddito di cittadinanza, dove c’è correlazione

L’applicazione della norma è prevista dall’1 febbraio. La correlazione con il reddito di cittadinanza, in teoria, diventa stringente principalmente in un passaggio: quello relativo alla necessità di Green Pass per accedere agli uffici pubblici.

Questo aspetto va, in un certo senso, ad incontrarsi con quella che è una novità della legge di Bilancio e che viene segnalata da IlMessaggero.it.

Tra gli obblighi che vengono inseriti per i percettori del reddito di cittadinanza ci sarà quello di frequentare i centri per l’impiego per le circostanze previste ai fini del mantenimento del sussidio. Per accedere bisognerà presentare la certificazione verde.

Non farlo impedirà l’accesso e di conseguenza il diritto alla misura di sostegno. Per chi non è vaccinato o non è recentemente guarito dal Covid, l’unica soluzione sarà quella di sottoporsi al test nei tempi previsti prima di accedere agli uffici nelle circostanze in cui sarà richiesto.