Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensioni 2021: dal 1954 al 1962, le vie di pensionamento per anno di nascita

Una analisi su tutte le vie per la pensione nel nuovo anno.

Anno nuovo pensioni vecchie, questo ciò che si può tranquillamente dire per le misure di pensionamento del 2021. Perché novità nella ormai imminente legge di Bilancio non ce ne sono e non ne arriveranno. Col governo che guarda soprattutto all’emergenza Covid, alla crisi economica e ai problemi sanitari, il capitolo pensioni e la riforma slitterà inevitabilmente all’anno 2021, probabilmente con una legge delega. E allora come si andrà in pensione nel 2021? Vediamo le possibilità di uscita per anno di nascita.

Ancora pensioni anticipate, ordinarie e sperimentali

Nella legge di Bilancio il governo pare intenzionato a varare le proroghe di Ape sociale e Opzione donna.

La prima misura si rivolge a cui è nato a partire dal 1958. Infatti con l’Ape sociale si può lasciare il lavoro a 63 anni e con 30 anni di contributi, ma solo se invalidi al 74%, con invalidi a carico da almeno sei mesi e disoccupati che da tre mesi sono senza Naspi (ma questo vincolo potrebbe essere eliminato). Se invece si appartiene ad una delle categorie di lavoro gravoso, i contributi necessari sono pari a 36 anni.

Le lavoratrici nate a partire dal 1962 potrebbero invece lasciare il lavoro nel 2021 con la probabile proroga di opzione donna. Per loro, uscita con 35 anni di contributi e 58 anni di età se lavoratrici dipendenti e 59 anni di età per le autonome. Requisiti da completare entro il 31 dicembre 2020 e pensione calcolata con il contributivo.

Non esistono vincoli di età per altre due misure che permettono uscite anticipate prima dei 67 anni di età della pensione di vecchiaia. Per le pensioni anticipate ordinarie servono 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Con la quota 41 invece, nessuna distinzione tra uomini e donne, ma occorre che uno dei 41 anni di contributi necessari sia stato versato prima dei 19 anni di età (anche discontinuamente) e che si rientri in una delle tipologie di soggetti di cui parlavamo per l’Ape sociale (disoccupati, invalidi, caregivers e lavoro gravoso).

Le uscite classiche

Se non si riesce a rientrare in una delle tante misure di pensionamento anticipato, la soluzione è la pensione di vecchiaia.

Serviranno nel 2021, 67 anni di età e almeno 20 di contributi versati. In vigore anche nel 2021 e solo per quest’altro anno, la pensione con quota 100. Possibilità per i nati fino al 1959, che nel 2021 compiranno 62 anni di età, primo requisito utile alla quota 100. Poi è necessario avere anche non meno di 38 anni di contribuzione.

Ancora nel 2021 in vigore gli scivoli con 15 anni di contributi previsti da deroghe Amato e opzione contributiva Dini, ma sempre a 67 anni si età. E con invalidità pensionabile almeno all’80%, c’è pure l’uscita a 64 anni con 20 di contributi.