Autore: Giacomo Mazzarella

Guardia di Finanza - Reddito di cittadinanza

Furbetti del reddito di cittadinanza: nuova operazione della GDF, 66 lavoratori in nero e 4 con il Rdc

Hanno preso indebitamente oltre 50.000 euro di reddito di cittadinanza, ma la GDF adesso li ha scoperti.

Nuova operazione della Guardia di Finanza volta a scoprire truffe e comportamenti poco opportuni in ambito lavorativo. La Guardia di Finanza di Este ha scoperto 66 persone che lavoravano in nero. E di queste alcuni percepivano pure il reddito di cittadinanza. Alla denuncia per lavoro nero per questi, si apre anche alla denuncia per fruizione indebita di sussidio statale, per un danno allo Stato di oltre 50.000 euro. Ecco il retroscena di questa vicenda proveniente da Padova.

Un posto di blocco ha fatto emergere l’illegalità

Lavoravano in nero e percepivano il reddito di cittadinanza, questa la scoperta che la Guardia di Finanza di Este ha fatto. Quattro lavoratori dei campi, senza contratto che percepivano pure il sussidio. L’operazione però ha portato alla luce ben 66 persone che lavoravano in nero. Una enorme quantità di lavoratori irregolari, con il datore di lavoro che è stato denunciato e sanzionato con 74mila euro di multa.

Per i lavoratori in nero con il reddito di cittadinanza, la prestazione assistenziale a loro nome è stata immediatamente revocata. In totale questi 4 lavoratori avevano percepito oltre 50.000 euro di sussidio, evidentemente illecitamente dal momento che pur se in nero, lavoravano. Le indagini sono partite all’epoca della quarantena per Covid, quando un furgoncino con 4 marocchini a bordo è stato fermato dalle Fiamme gialle.

L’uscita di casa dei 4 è il fatto che si trovavano in un furgone fu giustificata dagli extracomunitari con il fatto che si stavano recando al lavoro nei campi, all’epoca consentito. La Guardia di Finanza ha approfondito i controlli scoprendo che i 4 non erano formalmente assunti da quello che loro stessi segnalavano come il loro datore di lavoro.

Approfondite indagini hanno scoperchiato il vaso di pandora di un imprenditore

Sono partiti quindi diversi controlli e diverse indagini che adesso sono giunte a compimento. Indagini che vertevano sul lavoro sommerso che questo imprenditore era solito adoperare per il lavoro nei campi, sfruttando stranieri e non regolarizzandoli. Dalle indagini è emerso che erano 66 i lavoratori dipendenti di questo imprenditore, e tutti in nero, di cui 4 che erano pure nell’elenco delle persone a cui l’Inps erogava il reddito di cittadinanza.

Per i 4 beneficiari della misura di sostegno al reddito, l’intervento che ha portato al blocco della card su cui ricevevano i soldi, ha permesso alla Guardia di Finanza di recuperare 12.000 euro di sussidio già erogato e di bloccare le future ricariche.

Non è la prima volta che nel padovano emergono casi di fruizione illegittima di reddito di cittadinanza. Infatti, i reparti del comando provinciale di Padova della Guardia di Finanza ha effettuato numerosi controlli che hanno portato spesso alla luce casi di indebita fruizione del sussidio, una cosa che purtroppo è diffusa molto da Nord a Sud.